Nicolas Maduro, ex presidente del Venezuela, si è presentato in tribunale a New York il 3 marzo 2025, accompagnato dalla moglie Cilia Flores, per affrontare accuse di narcoterrorismo. Davanti al giudice federale di Manhattan, Alvin Hellerstein, Maduro ha dichiarato in spagnolo di essere un “prigioniero di guerra” e si è proclamato innocente. Il legale che lo rappresenta è Barry Pollack, noto per aver assistito anche Julian Assange. Nel frattempo, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy RodrÃguez, ha cercato di stabilire un dialogo con gli Stati Uniti, invitando Donald Trump a “collaborare” per un rapporto rispettoso tra le due nazioni. Il Pentagono ha comunicato che per la cattura di Maduro a Caracas sono stati impiegati 200 uomini delle forze speciali. L’Italia, attraverso il ministro degli Esteri Tajani, ha espresso il proprio impegno per la liberazione di Alberto Trentini, un connazionale attualmente in Venezuela.
Maduro si presenta in tribunale con fermezza
Nicolas Maduro ha fatto la sua comparsa in aula, indossando una camicia blu e una tuta kaki, con i piedi incatenati. Durante l’udienza, ha affermato con determinazione: “Sono il presidente del Venezuela” e ha negato ogni accusa a suo carico. Ha raccontato di essere stato “rapito” dalla sua residenza a Caracas e ha chiesto di poter conservare i suoi appunti, dimostrando un atteggiamento sicuro di sé. Il giudice Hellerstein ha aperto il procedimento dichiarando l’intenzione di garantire un processo equo, prima di elencare le quattro accuse contro Maduro, che spaziano dal narcoterrorismo al possesso di armi. L’ex presidente ha rifiutato la lettura pubblica delle accuse, preferendo esaminarle personalmente.
Accanto a lui, il suo avvocato Pollack ha ascoltato attentamente e ha utilizzato un interprete per comunicare con la corte. Maduro, con voce ferma, si è dichiarato non colpevole, mentre Cilia Flores ha affermato di essere “completamente innocente”. La prima donna venezuelana, tuttavia, è apparsa visibilmente provata, con un cerotto sulla fronte e lividi attorno all’occhio destro. Quando si è alzata per dichiarare la sua innocenza, ha dovuto appoggiarsi a un agente federale per mantenere l’equilibrio.
Un processo legale complesso
L’arresto di Maduro ha dato vita a un procedimento legale complesso, come ha sottolineato il suo avvocato, Pollack. Durante le udienze, ha espresso dubbi sulla legalità del rapimento militare del suo assistito. Pollack ha anticipato che il processo potrebbe essere lungo e intricato, considerando i privilegi e le immunità che un capo di Stato dovrebbe godere. Il procuratore aggiunto degli Stati Uniti, Kyle Wirshba, ha assicurato che il suo ufficio avrebbe iniziato a inviare il fascicolo del caso alla difesa “quasi immediatamente”, una volta concordata un’ordinanza per sigillare i documenti.
Cilia Flores è stata descritta dai suoi avvocati come “di buon umore” e pronta ad affrontare la lunga strada legale che li attende. L’avvocato Mark Donnelly ha dichiarato che non vedono l’ora di contestare le prove presentate dal governo. Ha anche menzionato le preoccupazioni per la salute di Flores, suggerendo che potrebbe avere una frattura a causa della cattura. Pollack ha sollevato questioni riguardanti i problemi medici di Maduro, preparando il terreno per una richiesta di trasferimento in un carcere meno severo rispetto al Metropolitan Correctional Center di Brooklyn, dove sono attualmente detenuti.
Pollack ha delineato una strategia legale che potrebbe sostenere Maduro come capo di uno stato sovrano, evidenziando i dubbi sulla legalità del suo arresto. Al momento, non è prevista una richiesta di libertà su cauzione, ma potrebbe essere considerata in futuro.
Proteste e tensioni davanti al tribunale
L’udienza si è conclusa in meno di un’ora, con il giudice che ha fissato il prossimo incontro per il 17 marzo 2025. Uscendo dall’aula, Maduro ha ribadito di essere un “prigioniero di guerra”, mentre alcuni presenti in aula lo hanno insultato, promettendo giustizia per i suoi crimini. All’esterno del tribunale, un imponente schieramento di forze dell’ordine ha atteso il ritorno dell’ex presidente in carcere, mentre un gruppo di manifestanti ha sventolato cartelli con scritte come “Giù le mani dal Venezuela”, esprimendo il proprio sostegno a Maduro.
Il tribunale ha attirato l’attenzione internazionale, coincidendo con una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove gli Stati Uniti hanno difeso la loro operazione. A Caracas, l’assemblea nazionale si è riunita per la prima volta dalla cattura di Maduro, con il figlio dell’ex leader che ha espresso sostegno a Delcy RodrÃguez prima del suo giuramento. RodrÃguez, descritta come ambiziosa e manipolatrice, ha cercato di tendere la mano a Trump, invitandolo a collaborare per la pace e il dialogo. La risposta del presidente americano ha lasciato trasparire un certo ottimismo riguardo a un possibile dialogo tra le due nazioni, mentre la Casa Bianca continua a favorire un approccio tecnocratico rispetto a figure più radicali dell’opposizione.
