Groenlandia, Trump avvia trattativa per l’acquisto senza coinvolgere la Danimarca

Egidio Luigi

Gennaio 6, 2026

Le recenti dichiarazioni di Donald Trump riguardo a un potenziale coinvolgimento della Groenlandia nella sfera di influenza degli Stati Uniti stanno suscitando un notevole interesse a livello internazionale. Secondo quanto riportato dall’Economist, l’ex presidente americano non contempla un’annessione diretta dell’isola, che potrebbe risultare problematica per l’alleanza della NATO, ma piuttosto un accordo bilaterale da stipulare direttamente con il governo groenlandese, escludendo del tutto la Danimarca.

Il “grande affare” della groenlandia

L’operazione militare condotta in Venezuela, culminata con la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro, ha catalizzato l’attenzione di Trump sulla Groenlandia. Solo poche ore dopo l’azione, Trump ha manifestato il suo interesse per l’isola artica. Sebbene l’idea di trasformare la Groenlandia nel 51esimo stato americano sembri più una strategia propagandistica che una possibilità concreta, la Casa Bianca è attratta dalla prospettiva di un contratto che ricordi un grande affare immobiliare, un approccio tipico della sua carriera imprenditoriale.

Attualmente, nessuna nazione europea sembra propensa a tollerare un’operazione di questo tipo, ma il governo statunitense continua a esplorare le possibilità di un accordo. Questo approccio potrebbe rivelarsi vantaggioso, permettendo agli Stati Uniti di esercitare una maggiore influenza nella regione senza incorrere in conflitti diretti con gli alleati europei.

L’importanza dell’isola e le operazioni della cia

La Groenlandia, grazie alle sue risorse naturali e alla sua posizione strategica, sta diventando un punto cruciale per gli equilibri geopolitici e commerciali globali. Trump intende accelerare i tempi per raggiungere un’intesa militare e politica con il governo groenlandese, bypassando completamente la Danimarca. Le recenti visite di JD Vance e l’aumento delle operazioni della CIA e della NSA sull’isola evidenziano l’interesse degli Stati Uniti nel creare una spaccatura tra Nuuk e Copenaghen, in modo da facilitare la conclusione di un accordo.

Questa strategia americana potrebbe alterare in modo significativo le dinamiche di potere nella regione artica, rendendo la Groenlandia un attore sempre più centrale nelle questioni di sicurezza e commercio.

L’offerta americana e le ripercussioni

L’offerta avanzata dalla Casa Bianca prevede la creazione di un Cofa, ovvero un Accordo di libera associazione. Questo strumento, già utilizzato per legare a sé diverse piccole nazioni del Pacifico, consentirebbe agli Stati Uniti di eliminare dazi e tariffe commerciali, oltre a garantire la libertà di movimento delle proprie forze armate nel territorio groenlandese. Sebbene gli Stati Uniti abbiano già una base militare sull’isola, un tale accordo permetterebbe di aumentare gli effettivi militari senza necessità di approvazione da parte del governo danese.

I funzionari americani hanno già avviato contatti con l’amministrazione di Nuuk, escludendo deliberatamente Copenaghen dalle trattative. Questa manovra potrebbe avere ripercussioni significative sia per la Groenlandia sia per le relazioni tra Stati Uniti e Danimarca, creando un nuovo scenario geopolitico nella regione artica.

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