Sheinbaum: “L’America non è di una dottrina né di una potenza”

Marianna Perrone

Gennaio 5, 2026

La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha espresso con fermezza la posizione del suo paese riguardo alla sovranità e all’autodeterminazione dei popoli americani durante una conferenza stampa tenutasi a Città del Messico il 15 gennaio 2025. In questo incontro, Sheinbaum ha dichiarato che “l’America non appartiene a una dottrina o a una potenza”, sottolineando come il continente debba essere considerato patrimonio di tutte le nazioni che lo compongono.

Il rifiuto dell’intervento militare

Durante il suo intervento, la presidente ha evidenziato che la storia dell’America Latina offre un insegnamento chiaro: “l’intervento militare non ha mai portato democrazia, non ha mai generato benessere o stabilità duratura”. Con queste parole, Sheinbaum si è fatta portavoce di una visione politica che rifiuta qualsiasi forma di ingerenza esterna, sostenendo che ogni nazione debba avere il diritto di autogovernarsi senza pressioni esterne.

Cooperazione con gli Stati Uniti

Nonostante il suo richiamo al rispetto della sovranità, Sheinbaum ha anche riconosciuto l’importanza della cooperazione con gli Stati Uniti. Ha affermato che il suo governo sta collaborando “in modo responsabile e deciso” con il vicino del nord in vari ambiti, inclusa la lotta contro il narcotraffico e le questioni di sicurezza e umanitarie. L’obiettivo di questa cooperazione è chiaro: “ridurre la violenza e costruire una pace duratura” nel paese.

Le cause della violenza in Messico

Tuttavia, la presidente ha messo in guardia sul fatto che la violenza in Messico è in parte alimentata dal flusso illegale di armi provenienti dagli Stati Uniti. Ha anche sottolineato il “grave problema del consumo di droga” che affligge il paese vicino, evidenziando come queste problematiche siano collegate e richiedano un approccio congiunto per essere affrontate efficacemente.

Sheinbaum ha concluso il suo discorso con un’affermazione chiara: “Cooperazione, sì; subordinazione e intervento, no”, ribadendo la necessità di un dialogo paritario tra le nazioni americane e il rifiuto di qualsiasi forma di dominio.

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