Proteste al tribunale: scontri verbali tra sostenitori e oppositori di Maduro

Marianna Perrone

Gennaio 5, 2026

Decine di manifestanti si sono radunati il 5 gennaio 2026 davanti al Palazzo di Giustizia, a Milano, per esprimere il loro dissenso contro l’operazione militare condotta dagli Stati Uniti. Con cartelli e slogan, i partecipanti hanno fatto sentire la loro voce in una manifestazione che ha attirato l’attenzione dei passanti e dei media. Di fronte a loro, un gruppo di sostenitori del processo contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha esposto bandiere del Venezuela, creando un contrasto visibile tra le due fazioni.

Intervento della polizia

La situazione ha richiesto l’intervento della polizia, che ha provveduto a separare i due gruppi di manifestanti utilizzando barricate metalliche. Questo intervento mirava a mantenere l’ordine pubblico e a prevenire conflitti tra le diverse posizioni espresse. La manifestazione ha visto la partecipazione di persone di diverse età e provenienze, unite dalla volontà di esprimere le proprie opinioni su temi di rilevanza internazionale.

Proteste contro l’operazione militare

I manifestanti contro l’operazione militare americana hanno sottolineato l’impatto che tale azione potrebbe avere sulla stabilità della regione e sui diritti umani in Venezuela. La loro protesta si è concentrata sull’importanza di rispettare la sovranità dei paesi e di trovare soluzioni diplomatiche piuttosto che ricorrere alla forza militare.

Sostenitori del processo a Maduro

Dall’altra parte, i sostenitori del processo a Maduro hanno evidenziato la necessità di portare a giustizia coloro che considerano responsabili della crisi in Venezuela. Questi manifestanti hanno espresso la loro solidarietà verso il popolo venezuelano, chiedendo un intervento internazionale per porre fine alla repressione e alle violazioni dei diritti umani nel paese sudamericano.

Attenzione dei media e dibattito pubblico

L’evento ha attirato l’attenzione dei media nazionali e internazionali, contribuendo a far emergere un dibattito pubblico su temi di grande attualità come l’intervento militare, i diritti umani e la giustizia internazionale. La manifestazione di Milano rappresenta un esempio di come le questioni globali possano avere ripercussioni anche a livello locale, coinvolgendo cittadini comuni nella discussione su temi di rilevanza mondiale.

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