La Groenlandia e l’interesse degli Stati Uniti che dura da quasi due secoli

Egidio Luigi

Gennaio 5, 2026

Lunedì 5 gennaio 2026, gli Stati Uniti continuano a volgere il loro sguardo verso la Groenlandia, un territorio di grande interesse strategico. La storia di questo interesse risale a oltre un secolo fa e coinvolge una serie di eventi che hanno segnato le relazioni tra gli Stati Uniti e la Danimarca, proprietaria dell’isola. La Groenlandia è stata al centro di discussioni politiche e diplomatiche, con proposte e accordi mai concretizzati, che riflettono un desiderio di espansione territoriale e di controllo sulle rotte marittime artiche.

La storia coloniale della groenlandia

La Groenlandia ha una lunga storia di colonizzazione, iniziata con i vichinghi nel XII secolo, i quali riconobbero l’autorità del re di Norvegia. Con la successiva unione tra Norvegia e Danimarca, l’isola passò sotto l’amministrazione danese. Il trattato di Kiel del 1814 segnò la separazione definitiva tra i due regni, lasciando la Groenlandia come territorio dipendente della Danimarca. Questo passato coloniale ha influenzato le dinamiche attuali, poiché la Groenlandia continua a cercare la propria identità e autonomia.

L’acquisto dell’alaska e l’interesse per la groenlandia

Nel 1867, gli Stati Uniti acquistarono l’Alaska dalla Russia, un evento che accese l’interesse per la Groenlandia. Politici e diplomatici americani cominciarono a considerare l’isola come un passo logico per il dominio dell’Artico. Il segretario di Stato William H. Seward espresse l’intenzione di acquistare la Groenlandia e l’Islanda, ma non si concretizzò alcuna richiesta formale. Questo interesse rimase latente, ma segnò l’inizio di una lunga serie di tentativi di acquisizione.

Trattative mai andate a buon fine

Nel 1910, il tema della Groenlandia tornò alla ribalta con un accordo trilaterale informale tra Stati Uniti e Danimarca. Gli Stati Uniti avrebbero ottenuto la Groenlandia in cambio di territori nelle Filippine, allora sotto il controllo americano. Tuttavia, l’accordo non si realizzò, poiché la Danimarca temeva una reazione internazionale negativa. Nonostante ciò, la dottrina Monroe, che affermava la superiorità degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale, continuava a considerare la Groenlandia come un territorio europeo anomalo.

Offerta durante la seconda guerra mondiale

Con l’occupazione tedesca della Danimarca durante la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti stabilirono basi militari in Groenlandia. Nel 1946, gli Stati Uniti presentarono una proposta ufficiale di acquisto dell’isola per 100 milioni di dollari in oro. Sebbene l’offerta fosse respinta, gli Stati Uniti riuscirono a ottenere presidi permanenti sull’isola, utilizzando la Groenlandia come punto strategico per le operazioni militari.

Il tentativo di trump nel 2019

Nel 2019, durante la sua prima amministrazione, il presidente Donald Trump propose nuovamente l’acquisto della Groenlandia. La reazione del governo danese, rappresentato dal ministro di Stato Mette Frederiksen, fu di definire la proposta come “assurda”, sottolineando che il territorio non era in vendita. In risposta, Trump annullò un viaggio ufficiale programmato a Copenaghen, evidenziando le tensioni diplomatiche tra i due paesi.

Le opinioni dei groenlandesi

Secondo un sondaggio condotto nel gennaio 2025, l’84% dei groenlandesi desidera l’indipendenza dalla Danimarca, con il 45% disposto a considerare l’indipendenza solo se non compromette le proprie condizioni di vita. Solo un 6% della popolazione è favorevole all’annessione agli Stati Uniti, segnalando un forte desiderio di autonomia e autodeterminazione tra i cittadini groenlandesi.

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