Emanuela Nucerino, segretaria della Fp Cgil di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo, ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla gestione dell’ASL Roma 4, evidenziando una crisi strutturale che affligge il servizio sanitario nella provincia nord della Capitale. Secondo Nucerino, la situazione è caratterizzata da una carenza cronica di personale infermieristico, operatori socio-sanitari, tecnici e medici, accompagnata da una politica di gestione inefficace da parte della direzione. La dottoressa Rosaria Marino, attuale Direttrice Generale, ha affrontato i suoi primi dieci mesi di mandato con un approccio che ha portato alla delegittimazione delle organizzazioni sindacali e a decisioni che sembrano minacciare la sanità pubblica territoriale.
Le problematiche del personale sanitario
Nucerino ha sottolineato che durante l’autunno del 2025, il sindacato ha più volte denunciato la decisione di non prorogare il contratto con la cooperativa Nuova Sair. Questa scelta, definita arbitraria, ha avuto ripercussioni significative sia sul personale che sulla qualità del servizio di assistenza socio-sanitaria. La segretaria ha descritto questa situazione come un tassello di un disegno più ampio di smantellamento della sanità pubblica, una preoccupazione che si è intensificata con l’avvicinarsi della fine dell’anno.
Le richieste di intervento
Nell’ultimo mese del 2025, il sindacato ha formalmente richiesto un incontro con l’ASL per discutere di soluzioni concrete alla carenza di personale presso l’Ospedale Padre Pio di Bracciano e l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, due strutture cruciali per il territorio. Nucerino ha evidenziato che entrambe le strutture non rispettano i criteri minimi di assistenza, creando una situazione insostenibile per il personale, già definito “eroi” ma lasciato in balia di scelte gestionali inadeguate. A Bracciano, per quaranta pazienti del Pronto Soccorso, sono disponibili solo quattro infermieri, mentre a Civitavecchia, delle undici unità non operative, nessuna è stata sostituita. Questo ha portato a turni massacranti e a un carico di lavoro insostenibile, con potenziali conseguenze tragiche.
Le conseguenze della gestione attuale
La decisione dell’ASL di non rinnovare il contratto con la Cooperativa ACAPO ha aggravato ulteriormente la situazione. A partire dal primo gennaio 2026, l’assenza di sessantanove addetti al servizio amministrativo ha provocato un blocco delle normali attività negli uffici, creando una paralisi nella gestione del servizio sanitario. La segretaria della Fp Cgil ha descritto la situazione come comica se non fosse tragica, evidenziando che alla fine di gennaio, settantadue operatori socio-sanitari lasceranno definitivamente il servizio, con solo quindici sostituzioni previste.
In questo contesto allarmante, la dottoressa Marino continua a ignorare le richieste delle parti sociali, mantenendo una linea di delegittimazione nei confronti delle organizzazioni sindacali. Questo modus operandi, già osservato nel caso della Nuova Sair, è stato recentemente ribadito attraverso un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook dell’ASL Roma 4, che Nucerino ha definito carico di paternalismo padronale. La situazione attuale richiede attenzione immediata e soluzioni efficaci per garantire un servizio sanitario adeguato alla popolazione della provincia di Roma.
