Il 5 gennaio 2026, Gholamhossein Ejei, capo della magistratura iraniana, ha lanciato un monito chiaro e deciso riguardo alle tensioni sociali ed economiche che stanno attraversando il Paese. Durante un intervento a Teheran, Ejei ha affermato che il governo non tollererà chi tenta di sfruttare l’attuale clima di malcontento per fomentare disordini e minacciare la sicurezza nazionale.
Le parole di Ejei
In un discorso che ha catturato l’attenzione dei media, Ejei ha dichiarato: “Ascoltiamo coloro che protestano contro la situazione economica e sociale, ma affronteremo con fermezza coloro che cercano di sfruttare l’attuale clima, incoraggiando rivolte e minando la sicurezza del Paese“. Questo avvertimento riflette la determinazione delle autorità a mantenere l’ordine pubblico in un periodo di crescente instabilità.
Ejei ha proseguito con una minaccia diretta: “Non resteremo in silenzio di fronte ai sediziosi e ai rivoltosi e non ci sarà alcuna clemenza nei loro confronti”. Il capo della magistratura ha ordinato ai procuratori di Stato di adottare misure severe contro i manifestanti che, secondo lui, tentano di destabilizzare la nazione. Questa posizione è stata ribadita con fermezza, sottolineando l’intenzione di perseguire legalmente chiunque fornisca supporto logistico ai rivoltosi.
Il contesto delle manifestazioni
Le manifestazioni in Iran sono spesso scatenate da problemi economici, disoccupazione e repressione politica. Ejei ha riconosciuto il diritto dei cittadini di esprimere il loro dissenso, ma ha chiarito che chi oltrepassa il limite e incoraggia la violenza sarà perseguito. “Ho ordinato al procuratore di Stato e ai procuratori di tutto il Paese di adottare misure severe contro i rivoltosi e coloro che forniscono loro attrezzature e strutture, in base alla legge e senza alcuna clemenza o compiacimento“, ha affermato.
Inoltre, Ejei ha messo in guardia i manifestanti, affermando che non ci saranno più scuse per chi sostiene di essere stato ingannato. Ha accusato i regimi degli Stati Uniti e dei sionisti di sostenere apertamente le attuali rivolte in Iran, insinuando che ciò giustifichi l’azione dura da parte delle autorità.
Implicazioni future
Le dichiarazioni di Ejei suggeriscono un possibile inasprimento della repressione contro le manifestazioni in Iran. La posizione del governo è chiara: non tollererà tentativi di destabilizzazione, e le autorità sono pronte a intervenire con forza. Questo approccio potrebbe portare a un aumento delle tensioni tra il governo e i cittadini, già frustrati dalla situazione economica.
Le prossime settimane saranno cruciali per osservare come reagiranno i cittadini e quali misure concrete adotterà il governo. La situazione rimane delicata e le autorità stanno monitorando attentamente gli sviluppi. La risposta delle forze di sicurezza e la gestione delle proteste saranno determinanti per il futuro della stabilità in Iran.
