L’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela ha suscitato forti reazioni, in particolare da parte di Kamala Harris, ex vicepresidente e attuale candidata democratica alle elezioni presidenziali del 2024. Harris ha descritto l’azione come “illegale e imprudente”, sottolineando la gravità della situazione in un messaggio diffuso sui social media la notte di domenica 3 gennaio 2026.
Le accuse di Kamala Harris
Harris ha riconosciuto la natura dittatoriale e illegittima del regime di Nicolás Maduro, ma ha insistito che questo non giustifica l’intervento militare statunitense. “Questa azione è stata sia illegale sia sbagliata”, ha dichiarato, evidenziando i rischi associati a simili operazioni. L’ex vicepresidente ha richiamato alla memoria eventi passati, sottolineando come le guerre per il cambio di regime, spesso giustificate da motivazioni di sicurezza, abbiano portato solo a caos e destabilizzazione.
Nel suo messaggio, Harris ha messo in evidenza il costo che queste operazioni impongono alle famiglie americane, affermando che “i cittadini statunitensi non vogliono questo e sono stanchi di essere presi in giro”. Ha inoltre chiarito che il conflitto non riguarda tanto la lotta contro la droga o la promozione della democrazia, quanto piuttosto l’interesse per il petrolio e il desiderio di Donald Trump di apparire come un leader forte in America Latina.
Le conseguenze dell’intervento militare
L’ex vicepresidente ha accusato l’attuale amministrazione di mettere a rischio le truppe americane, di spendere enormi somme di denaro e di destabilizzare ulteriormente la regione. Harris ha criticato la mancanza di una base legale per l’azione intrapresa e l’assenza di un piano di uscita chiaro, evidenziando la necessità di considerare le conseguenze a lungo termine di tali operazioni.
Le dichiarazioni di Harris giungono in un momento in cui l’attenzione è rivolta anche alla sua possibile candidatura per le prossime elezioni presidenziali. In un’intervista rilasciata a ottobre alla rete britannica BBC, l’ex vicepresidente aveva lasciato intendere che non aveva chiuso la porta a una nuova corsa elettorale, alimentando speculazioni su un suo possibile impegno politico.
La posizione di Kamala Harris rappresenta un importante punto di vista all’interno del dibattito politico americano riguardante l’intervento militare e la politica estera degli Stati Uniti, ponendo interrogativi sulla direzione futura delle relazioni internazionali e sull’approccio degli Stati Uniti nei confronti dei regimi considerati oppressivi.
