Venezuela, Cilia Flores: la moglie di Maduro e il suo ruolo di “primera combatiente”

Marianna Perrone

Gennaio 4, 2026

Nell’ambito di un’operazione militare condotta dagli Stati Uniti a Caracas, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, insieme a sua moglie, Cilia Flores, è stato arrestato e trasferito al di fuori del Paese. La notizia è stata confermata dal presidente americano, Donald Trump, sottolineando l’importanza politica di Flores, figura di spicco nel regime chavista, la cui carriera è stata profondamente intrecciata con la storia politica del Venezuela.

Infanzia e formazione di Cilia Flores

Cilia Flores è venuta al mondo il 15 ottobre 1956 a Tinaquillo, una località situata nel nord-ovest del Venezuela. Figlia più giovane di sei fratelli, ha trascorso la sua infanzia in una capanna di fango, figlia di un commerciante ambulante. La ricerca di opportunità migliori l’ha spinta a trasferirsi a Caracas, dove ha intrapreso gli studi in legge penale presso un’università privata. Durante questo periodo, ha anche lavorato part-time in una stazione di polizia, dove si è occupata della trascrizione delle dichiarazioni dei testimoni, un’esperienza che ha contribuito a formare la sua futura carriera nel diritto e nella politica.

I primi passi nella politica e la carriera di Cilia Flores

L’impegno politico di Flores ha preso avvio nel 1989, durante il Caracazo, un’importante ondata di proteste popolari a Caracas. Questo evento ha risvegliato in lei una forte “vocazione rivoluzionaria”. Inizialmente, ha offerto supporto legale a Hugo Chavez, rispondendo alle lettere dei suoi sostenitori e avviando un percorso politico che l’avrebbe portata a ricoprire ruoli chiave nel chavismo. Ha fondato il Círculo Bolivariano de los Derechos Humanos e si è unita al movimento MBR-200, facendosi un nome come avvocato e attivista.

L’incontro con Nicolas Maduro

Durante le sue attività politiche e legali a sostegno di Chavez, Cilia Flores ha incontrato Nicolas Maduro, che all’epoca era un leader sindacale e consigliere del futuro presidente. Entrambi divorziati, hanno avviato una relazione che ha segnato un importante capitolo nelle loro vite e nelle dinamiche del regime chavista. Maduro ha descritto Flores come una persona di “carattere focoso”, e insieme hanno consolidato un’importante posizione all’interno della leadership del Paese.

L’ascesa politica e i ruoli istituzionali di Flores

Cilia Flores ha visto un progressivo avanzamento nella sua carriera politica, venendo eletta deputata e diventando leader dell’Assemblea Nazionale nel 2006. La sua reputazione come figura dura nei confronti dell’opposizione è cresciuta nel tempo. Nel 2012, Chavez l’ha nominata procuratore generale, un incarico che ha mantenuto fino alla morte del presidente nel 2013. Successivamente, ha continuato a ricoprire ruoli di rilievo nella nuova Assemblea Nazionale Costituente, rafforzando così la sua influenza all’interno del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).

Influenza e controversie legate a Cilia Flores

Considerata una delle donne più potenti del Venezuela, Flores ha costruito una rete di alleati all’interno del regime. Maduro l’ha definita “primera combatiente”, evidenziando il suo ruolo attivo oltre a quello simbolico di first lady. Tuttavia, la sua carriera non è stata priva di controversie, tra cui accuse di nepotismo per l’impiego di familiari in ruoli politici. Inoltre, è stata coinvolta nel caso dei ‘narcosobrinos’, in cui due suoi nipoti sono stati arrestati negli Stati Uniti per traffico di droga, un episodio che ha suscitato notevoli polemiche.

La cattura di Maduro e Flores

Il raid statunitense a Caracas ha portato alla cattura di Nicolas Maduro e Cilia Flores, come annunciato da Donald Trump. L’operazione è stata definita mirata a garantire la sicurezza degli agenti coinvolti nell’arresto e ha messo in evidenza il ruolo cruciale di Flores all’interno del regime. La notizia ha suscitato reazioni a livello internazionale, evidenziando le tensioni politiche che caratterizzano attualmente il Venezuela.

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