Dopo l’operazione militare che ha portato alla sorprendente cattura di Nicolas Maduro, si aprono nuove possibilità per la liberazione di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto da oltre 400 giorni in un carcere situato alla periferia di Caracas. Questa trattativa, avviata da mesi in segreto, deve ora attendere che si stabilizzino gli effetti dell’azione condotta dall’esercito statunitense nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2025. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Stiamo lavorando per vedere cosa si può fare per la liberazione degli italiani detenuti, incluso il cooperante Trentini”, esprimendo la speranza che il “cambio di regime” possa rappresentare un’opportunità per riportarlo a casa.
La complessità della trattativa
Attualmente, chi si occupa della delicata trattativa non si espone con dichiarazioni precise. La situazione di Trentini, 46 anni, arrestato nel novembre 2024, rappresenta solo un aspetto di un contesto più ampio che l’azione statunitense ha reso complesso. Nel sistema carcerario venezuelano, migliaia di detenuti politici sono reclusi, con circa quindici italiani tra di loro. La maggior parte di questi individui possiede doppia cittadinanza, ad eccezione di Trentini e dell’imprenditore piemontese Mario Burlò, la cui situazione richiede attenzione particolare.
Possibili cambiamenti dopo il blitz
In queste ore, ci si interroga se l’operazione possa portare a un cambiamento significativo della situazione. Gli esperti, tuttavia, non segnalano al momento un vuoto di potere a Caracas. Resta da vedere se la nuova presidenza di Rodriguez possa modificare l’approccio alla gestione di questo tema rispetto al regime di Maduro, sebbene da Washington non giungano segnali rassicuranti.
Attesa di notizie dai familiari
La situazione rimane instabile e i genitori di Trentini, Armanda e Ezio, nella loro abitazione al Lido di Venezia, attendono notizie dalle autorità italiane. Finora, non ci sono stati sviluppi significativi. L’ultima visita al cooperante veneto da parte dell’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito risale al 27 novembre 2024. Questa visita è stata complicata dalla burocrazia necessaria per i diplomatici, considerando che la struttura carceraria è di massima sicurezza e richiede il rispetto di rigidi protocolli.
Dettagli sull’arresto di Trentini
Alberto Trentini si trova in carcere da diversi mesi. Era arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 per una missione con le ONG Humanity e Inclusion. Il 15 novembre, mentre si dirigeva verso Guasdalito, è stato fermato a un posto di blocco insieme all’autista dell’ONG e trasferito in un centro di detenzione. Per un lungo periodo, non si sono avute notizie sulla sua situazione e sulle motivazioni del suo arresto. Solo nel maggio 2025, ha effettuato la prima telefonata ai genitori, rassicurandoli. Da quel momento, ha potuto comunicare con la famiglia in Italia per tre volte, rivelando che le autorità venezuelane gli imputano reati legati al terrorismo.
