Usa e Venezuela: cronologia degli eventi che hanno portato all’escalation

Egidio Luigi

Gennaio 3, 2026

Nel 2025, la strategia della “massima pressione” è tornata in auge sotto la guida di Donald Trump, con l’obiettivo di isolare economicamente il regime di Nicolás Maduro. Gli Stati Uniti hanno rapidamente revocato le licenze petrolifere, intensificando le misure contro il governo venezuelano. Questo approccio ha visto un’evoluzione significativa, spostando l’attenzione verso un intervento di tipo militare.

Le azioni militari negli oceani caraibici

A partire dal primo semestre del 2025, gli Stati Uniti hanno avviato una massiccia operazione navale nei Caraibi, schierando una task force impressionante che includeva la portaerei Gerald Ford e oltre 15.000 soldati. Questa manovra è stata giustificata come parte della lotta contro il narcotraffico, ma ha anche suscitato preoccupazioni riguardo a possibili escalation di conflitto. Tra settembre e novembre dello stesso anno, si sono verificati i primi scontri cinetici, con la Marina statunitense che ha lanciato attacchi mirati contro imbarcazioni venezuelane considerate sospette.

Questi eventi hanno portato il governo di Caracas a rispondere dichiarando lo stato di emergenza nazionale, una mossa che ha evidenziato la crescente tensione nella regione. La reazione di Maduro ha sottolineato la vulnerabilità del regime di fronte alla pressione esterna, mentre gli Stati Uniti continuavano a sostenere che le loro azioni erano necessarie per garantire la stabilità e la sicurezza nella zona.

Le conseguenze sul regime di Maduro

Le azioni militari e le sanzioni economiche hanno avuto un impatto significativo sulla stabilità interna del Venezuela. La revoca delle licenze petrolifere ha colpito duramente l’economia già fragile del paese, aggravando la crisi umanitaria che affligge il popolo venezuelano. La dichiarazione dello stato di emergenza ha permesso al governo di Maduro di implementare misure straordinarie, ma ha anche suscitato critiche da parte della comunità internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani.

In questo contesto, la popolazione venezuelana ha continuato a vivere in condizioni difficili, con scarsità di beni di prima necessità e un aumento della violenza. Le forze di sicurezza del regime hanno intensificato la repressione contro le manifestazioni di dissenso, con arresti e violazioni dei diritti civili. La situazione ha attirato l’attenzione globale, con paesi e organizzazioni che hanno espresso preoccupazione per il deterioramento delle condizioni di vita in Venezuela.

L’evoluzione degli eventi nel 2025 ha quindi messo in evidenza non solo le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Venezuela, ma anche le gravi conseguenze per la popolazione locale, che continua a soffrire a causa delle scelte politiche e militari in atto.

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