Nel pomeriggio del 15 gennaio 2025, diverse città americane hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini scesi in piazza per esprimere il loro dissenso contro l’operazione militare condotta dal presidente Donald Trump in Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. A Washington D.C., oltre cento persone si sono radunate davanti alla Casa Bianca, esibendo cartelli gialli con frasi come “No alla guerra degli Usa in Venezuela“, “No sangue per il petrolio” e “Usa, mani fuori dall’America Latina“.
Le manifestazioni in diverse città
I manifestanti, molti dei quali indossavano bandiere venezuelane, hanno dato vita a un clima di protesta vivace e deciso. Alcuni oratori hanno messo in evidenza i pericoli degli interventi militari statunitensi, richiamando alla memoria le esperienze di Iraq e Afghanistan. Mentre a Washington si svolgeva la manifestazione, il presidente Trump si trovava a Mar-a-Lago, lontano dalle contestazioni che infiammavano la capitale.
Questa mobilitazione fa parte di un movimento più ampio, con eventi che si sono svolti in oltre 70 città degli Stati Uniti. A New York, un gruppo di persone si è radunato a Times Square, di fronte all’Ufficio di reclutamento dell’esercito americano, esprimendo il loro dissenso attraverso cartelli contro l’intervento in Venezuela. A Boston, i partecipanti hanno scandito slogan come “Basta sangue per il petrolio / Mani lontane dal suolo venezuelano“, accompagnati da cartelli con scritte provocatorie come “Il problema non è il Venezuela. È l’Impero” e “No alla guerra in Venezuela“.
Le voci della protesta
A Minneapolis, nonostante il freddo, una folla ha continuato a manifestare, sventolando bandiere e mostrando cartelli che chiedevano “Libertà per il presidente Maduro“. Anche Atlanta ha visto manifestazioni, sebbene di dimensioni più contenute, mentre altre manifestazioni sono previste per questa sera a Chicago e Los Angeles.
Queste manifestazioni rappresentano non solo un’opposizione all’operazione militare in Venezuela, ma anche un richiamo generale contro le politiche estere degli Stati Uniti in America Latina. Le voci dei manifestanti si uniscono in un coro di protesta, sottolineando il crescente malcontento verso le azioni militari e la loro percezione come ingerenze in questioni sovrane di altri paesi. La situazione in Venezuela continua a catalizzare l’attenzione e il dibattito negli Stati Uniti, evidenziando un’America divisa su temi di giustizia, libertà e intervento militare.
