Il governo argentino, guidato da Javier Milei, ha reso noto un’importante riforma della legislazione riguardante l’intelligence, attraverso un decreto che ha già sollevato preoccupazioni tra le forze di opposizione. Questa iniziativa è stata presentata ufficialmente il 5 febbraio 2025 e mira a modernizzare il sistema di intelligence del paese.
Giustificazione della riforma
L’esecutivo ha giustificato la riforma in un comunicato, sottolineando che “le sfide globali e il nuovo ruolo centrale dell’Argentina nello scenario mondiale richiedono un sistema di intelligence moderno, professionale ed efficiente, allineato ai maggiori standard democratici e repubblicani“. Tuttavia, le misure incluse nel decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, sono state criticate dall’opposizione, che le considera strumenti per un controllo eccessivo da parte del governo sulle attività politiche, senza la necessità di rendere conto al Parlamento.
Critiche al decreto
Le critiche si concentrano su specifici passaggi del decreto, in cui si afferma che “tutte le attività di intelligence sono coperte da segreto“. Inoltre, viene autorizzato il personale dei servizi segreti a procedere all’arresto di individui “nell’ambito delle attività di intelligence, di assistenza o di richiesta giudiziaria o di commissione di reati in flagranza“. Questi aspetti hanno suscitato timori riguardo a possibili abusi di potere e a una maggiore mancanza di trasparenza.
Preoccupazioni di Agustin Rossi
Agustin Rossi, ex ministro della Difesa e già Capo di Gabinetto sotto il governo di Cristina Kirchner, ha espresso la sua preoccupazione, affermando che “il decreto istituisce una specie di polizia segreta e rafforza l’idea di uno Stato repressore e oscuro, con assenza di diritti e garanzie“. La sua posizione evidenzia il timore che tali misure possano compromettere le libertà civili e i diritti fondamentali dei cittadini argentini.
Implicazioni della riforma
La riforma proposta dal governo Milei rappresenta quindi un punto di svolta significativo nella gestione dell’intelligence in Argentina, ma solleva interrogativi sulla direzione che il paese intende prendere in termini di democrazia e rispetto dei diritti umani. La risposta dell’opposizione e le reazioni della società civile saranno fondamentali per monitorare l’evoluzione di questa situazione.
