Cinque giorni di manifestazioni ininterrotte hanno scatenato un clima di crescente tensione in Iran, dove il numero delle vittime è salito a sei a causa degli scontri legati al malcontento popolare. Le proteste sono iniziate domenica scorsa, 23 marzo 2025, a Teheran e si sono rapidamente diffuse in altre aree del Paese, con un’attenzione particolare rivolta alle regioni occidentali e sud-occidentali. Secondo fonti locali, gli episodi mortali registrati finora sono tre.
Eventi tragici ad Azna
Il più recente di questi eventi tragici si è verificato ad Azna, nella provincia del Lorestan. Qui, tre persone hanno perso la vita e altre 17 sono rimaste ferite durante un attacco a una stazione di polizia da parte di manifestanti. Le prime informazioni indicano che le vittime siano civili. Inoltre, altre due persone sono state uccise in scontri con le forze dell’ordine a Lordegan. La televisione di Stato ha riportato che un membro delle forze di sicurezza iraniane è stato ucciso durante le proteste a Kouhdasht, dove altri 13 tra i combattenti Basij e gli agenti di polizia hanno subito ferite. Il Centro per i diritti umani in Iran Abdorrahman Boroumand, con sede a Washington, ha denunciato che la polizia ha “aperto direttamente fuoco” contro i manifestanti. Secondo il centro, la persona uccisa a Kouhdasht non era un miliziano delle Guardie rivoluzionarie, ma un giovane appartenente a una minoranza religiosa.
Manifestazioni significative dal 2022
Le attuali manifestazioni rappresentano le più significative dal 2022, anno in cui scoppiò una rivolta di vasta portata dopo l’arresto di Mahsa Jina Amini, una studentessa di 22 anni accusata di violare le norme sull’hijab e deceduta in custodia della polizia. Questa volta, il malcontento è emerso principalmente tra i commercianti di Teheran, che hanno chiuso i loro negozi per protestare contro l’alta inflazione, la svalutazione della moneta e la stagnazione economica. Altri gruppi, tra cui studenti di diverse città , si sono uniti alle proteste. Finora, il governo ha mostrato una certa apertura nel riconoscere le “legittime rivendicazioni” dei manifestanti, mentre ha avvertito che agirà contro “gruppi ostili” che cercano di trasformare le manifestazioni in violenza. Questo ha portato all’arresto di sette persone accusate di legami con organizzazioni anti-Teheran.
Situazione in evoluzione
La situazione in Iran continua a evolversi, con un clima di incertezza che circonda le reazioni del governo e le prossime mosse dei manifestanti.
