Bolivia: l’ex presidente Arce detenuto nel penitenziario di San Pedro

Marianna Perrone

Dicembre 13, 2025

Dopo un’udienza protrattasi per oltre sei ore, il sistema giudiziario boliviano ha deciso di applicare una misura di detenzione preventiva di cinque mesi nei confronti dell’ex presidente Luis Arce. L’ordinanza è stata emessa dal giudice anticorruzione Elmer Laura, che ha considerato gravi le accuse di inadempienza agli obblighi e comportamento anti-economico, ritenendo necessaria questa misura cautelare in relazione a presunti reati di corruzione. La notizia è stata riportata dai principali media locali, confermando l’attenzione mediatica su questo caso.

Le accuse nei confronti di Luis Arce

La Procura boliviana ha avanzato accuse nei confronti di Arce, sostenendo che durante il suo mandato come ministro dell’Economia avrebbe autorizzato il trasferimento illecito di fondi dal Fondo Indigeno verso conti privati. Questo trasferimento sarebbe avvenuto senza la necessaria verifica dell’esecuzione dei progetti finanziati, creando così un danno economico significativo. Secondo le autorità, tali azioni configurerebbero reati di corruzione, rendendo urgente l’intervento della giustizia.

Arce, dal canto suo, ha dichiarato la propria innocenza, sostenendo che le accuse siano motivate da ragioni politiche. Ha denunciato la ricerca di “capri espiatori” e ha affermato di essere vittima di un processo ingiusto. Le sue dichiarazioni riflettono un clima di tensione politica in Bolivia, dove le accuse di corruzione spesso si intrecciano con dinamiche di potere.

Le misure cautelari e le reazioni

La Procura ha giustificato la decisione di detenzione preventiva sottolineando il pericolo di fuga e il rischio di ostacoli all’indagine. Tuttavia, Arce ha replicato affermando di avere una residenza nota e un lavoro stabile, elementi che dovrebbero escludere la possibilità di fuga. Ha anche criticato le modalità del suo arresto, avvenuto secondo lui per mano di uomini incappucciati che non gli avrebbero mostrato un ordine di cattura, sollevando interrogativi sulla legalità dell’operazione.

Il giudice ha disposto il trasferimento di Arce nel carcere di San Pedro, avvenuto nella serata del 22 marzo 2025. Questa misura è stata adottata per garantire che eventuali uscite per motivi di salute possano essere gestite in modo appropriato. La difesa dell’ex presidente ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione, evidenziando la volontà di contestare le accuse e le modalità del procedimento.

Il caso Arce continua a suscitare grande interesse e preoccupazione in Bolivia, dove la lotta contro la corruzione è un tema centrale nel dibattito pubblico e politico.

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