Il premier belga: ‘utilizzare i beni russi congelati è una sfida difficile ma realizzabile’

Marianna Perrone

Dicembre 12, 2025

Il premier belga Bart De Wever ha espresso la sua opinione riguardo all’utilizzo dei beni russi congelati per sostenere l’Ucraina, affermando che, sebbene possa sembrare un compito difficile, è comunque realizzabile se gli alleati europei collaborano in modo coordinato. Queste dichiarazioni sono state rilasciate ai giornalisti dopo un incontro bilaterale tenutosi a Downing Street con il premier britannico Keir Starmer.

Il contesto dell’incontro a Londra

Durante la conferenza stampa, De Wever ha evidenziato l’importanza di una strategia comune tra i paesi europei per affrontare la questione degli asset congelati. Il premier ha messo in evidenza come la situazione sia differente per il Regno Unito e il Belgio, sottolineando che Londra ha a disposizione circa 8 miliardi di euro in beni russi congelati, mentre il Belgio ne possiede circa 190 miliardi. Questa disparità, secondo De Wever, richiede un approccio coordinato per garantire che gli sforzi di sostegno all’Ucraina siano efficaci e sostenibili.

L’incontro tra De Wever e Starmer ha rappresentato un’opportunità per discutere non solo della situazione in Ucraina, ma anche delle sfide legali e politiche che emergono nella gestione degli asset russi. De Wever ha affermato che Starmer ha dimostrato una comprensione profonda delle problematiche legate a questo tema, evidenziando le responsabilità e le preoccupazioni giuridiche che i leader europei devono affrontare.

Le implicazioni per l’Unione Europea

Le dichiarazioni di De Wever pongono in evidenza l’urgenza di una risposta unificata da parte degli stati membri dell’Unione Europea. Con la guerra in Ucraina che continua a causare una crisi umanitaria e geopolitica, la necessità di trovare soluzioni concrete per sostenere il paese è diventata sempre più pressante. L’idea di utilizzare beni congelati come fonte di finanziamento per l’Ucraina potrebbe rappresentare una via innovativa, ma richiede un consenso tra le nazioni europee.

La posizione di De Wever, che riconosce le disparità tra le varie nazioni europee, suggerisce anche che le soluzioni non possono essere universali, ma devono tener conto delle specificità di ogni paese. La cooperazione tra gli stati membri sarà fondamentale per superare le difficoltà legali e pratiche legate allo sblocco degli asset russi.

In questo contesto, l’interazione tra il Belgio e il Regno Unito potrebbe servire da modello per altre nazioni europee, incoraggiando un dialogo aperto e costruttivo su come affrontare le sfide emergenti in relazione alla guerra in Ucraina e alle sanzioni contro la Russia.

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