Giappone: Hokkaido dà il via libera alla riattivazione del reattore nucleare di Tomari

Egidio Luigi

Dicembre 12, 2025

Il governo della prefettura di Hokkaido, situata nel nord del Giappone, ha approvato la riattivazione del reattore numero 3 della centrale nucleare di Tomari, gestita da Hokkaido Electric Power (Hepco). Questa decisione potrebbe portare a una significativa riduzione delle tariffe elettriche, attualmente tra le più elevate del Paese. L’intenzione è di riavviare l’impianto all’inizio del 2027, con l’obiettivo di abbassare in media le bollette domestiche dell’11% una volta che il reattore sarà operativo. Questa iniziativa si colloca all’interno di un contesto nazionale caratterizzato da una crescente pressione per garantire un approvvigionamento energetico stabile e prezzi competitivi. Mentre l’ovest del Giappone ha ripreso la capacità produttiva post-Fukushima, l’est, compresa l’Hokkaido, ha faticato a farlo, risultando in tariffe significativamente più alte.

Strategia energetica e investimenti industriali

Il ritorno all’energia nucleare non è solo una questione di approvvigionamento, ma rappresenta anche una strategia per attrarre investimenti industriali. Analisti del settore sottolineano che progetti di grande portata, come la fabbrica di chip di Rapidus e il mega data center di SoftBank, aumenteranno notevolmente la domanda di elettricità. Tuttavia, il riavvio del reattore è subordinato al completamento di una nuova barriera anti-tsunami, come riportato dal giornale Yomiuri Shimbun. Questa barriera è progettata per resistere alla liquefazione sismica, un aspetto cruciale per la sicurezza dell’impianto.

La barriera, lunga 1,2 chilometri e alta 19 metri sul livello del mare, è stata avviata a marzo 2024 e scava fino a 30 metri di profondità. A fine ottobre 2025, i lavori erano completati al 50%. Il costo totale delle misure di sicurezza ha visto un incremento di 17 volte rispetto alla stima iniziale del 2011, dopo che la precedente barriera era stata bocciata dall’Autorità per la regolamentazione nucleare (Nra) per questioni di sicurezza in caso di terremoto.

Il consenso locale e il futuro del nucleare

Il consenso delle autorità locali gioca un ruolo cruciale per l’operatore Hepco, come evidenziato da Ryuzo Yamamoto, professore emerito della Tokoha University. Yamamoto ha sottolineato che completare i lavori nei tempi previsti è fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini e delle istituzioni. Nel contesto del ritorno all’energia nucleare, l’est del Giappone ha visto sviluppi significativi. Nel mese di ottobre 2024, il reattore numero 2 di Onagawa, nella prefettura di Miyagi, è stato il primo a riavviarsi dopo il disastro del 2011. Inoltre, le autorità municipali di Niigata hanno già manifestato la disponibilità a riattivare uno dei reattori della centrale di Kashiwazaki-Kariwa, programmato per gennaio 2026.

Attualmente, in Giappone, ci sono 14 reattori nucleari in funzionamento commerciale. Prima dell’incidente di Fukushima, avvenuto l’11 marzo 2011, il Paese contava 54 reattori nucleari operativi, i quali coprivano circa il 30% del fabbisogno elettrico nazionale. Il futuro dell’energia nucleare in Giappone sembra quindi essere in fase di ripresa, con un’attenzione crescente verso la sicurezza e l’efficienza energetica.

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