Nel cuore del Chapare, una regione centrale della Bolivia, cresce la preoccupazione tra i cocaleros, i coltivatori di coca che sostengono Evo Morales, a seguito dell’arresto dell’ex presidente Luis Arce, coinvolto in un caso di corruzione legato al Fondo IndÃgena. I sostenitori di Morales esprimono timori riguardo a un possibile arresto del loro leader e hanno intensificato la sorveglianza attorno al suo rifugio situato a Lauca Ene.
Le dichiarazioni di Leonardo Loza
L’ex senatore Leonardo Loza ha rilasciato dichiarazioni ai principali media boliviani, annunciando che le mobilitazioni dei cocaleros saranno potenziate. Loza ha avvertito del rischio di un’operazione orchestrata dal governo del presidente Rodrigo Paz, finalizzata a “catturare Evo Morales“. Secondo il dirigente, la detenzione di Arce rappresenterebbe una “distrazione” rispetto alle difficoltà che l’esecutivo sta affrontando, tra cui carenze di carburante e crescenti tensioni sociali. Recentemente, si è verificato uno scontro a Colcapirhua, nel dipartimento di Cochabamba, che ha portato alla morte di due persone.
Accuse e tensioni politiche
Loza ha inoltre accusato il governo di preparare una “caccia ai leader contadini“, pur riconoscendo l’importanza di un’indagine approfondita per chiarire le responsabilità legate alla malversazione del Fondo IndÃgena. La situazione continua a evolversi, con i cocaleros pronti a difendere i loro diritti e il loro leader in un clima di crescente tensione politica.
