Al liceo Carducci di Roma compare una ‘lista degli stupri’ con i nomi di due studentesse

Marianna Perrone

Dicembre 12, 2025

Al Liceo Carducci, situato in via Asmara nel quartiere Aficano, è emersa una situazione allarmante: nel bagno degli studenti al terzo piano è stata trovata una “lista stupri”, un fenomeno già tristemente noto in altre scuole, come il Liceo Giulio Cesare, dove episodi simili si erano verificati nelle settimane precedenti.

Situazione allarmante nel liceo

Due scritte sono apparse, una delle quali conteneva i nomi di due ragazze, successivamente cancellati con un pennarello dagli stessi autori. Questo atto di vandalismo non è un caso isolato, come sottolinea la Rete degli Studenti, che denuncia la ripetizione di episodi di questo tipo all’interno della scuola. Alcuni insegnanti, affermano gli studenti, si permettono di esprimere opinioni contrarie all’aborto e all’emancipazione lavorativa femminile. Inoltre, ci sono studenti che usano insulti di natura maschilista nei confronti delle compagne, attaccando la loro corporeità e sessualità.

Violenza di genere e società patriarcale

La violenza di genere viene così ridicolizzata e, in alcune circostanze, addirittura glorificata. I ragazzi del collettivo Asmara affermano che non si tratta di semplici ragazzate, ma di segnali preoccupanti di una società patriarcale e machista in cui i cosiddetti “bravi ragazzi” si formano e si sviluppano. “Siamo stanche di essere ridotte a una lista su un muro, come se fosse uno scherzo o una minaccia”, dichiarano. Bianca Piergentili, coordinatrice della Rete Studenti Medi del Lazio, esprime la necessità di un cambiamento immediato e reale.

Impegni e responsabilità

Il Ministro dell’Istruzione ha promesso di punire i colpevoli, avviando così una “caccia all’uomo”. Tuttavia, secondo Piergentili, la responsabilità non ricade solo sugli individui, ma anche sulle istituzioni che, a suo avviso, abbandonano le giovani generazioni. Queste ultime negano l’importanza di un’educazione sessuo-affettiva e sul consenso nelle scuole, attribuendo la colpa a nemici immaginari anziché affrontare un problema sociale concreto.

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