Nella recente divulgazione di documenti riguardanti Jeffrey Epstein, parzialmente resi noti dalla commissione di vigilanza della Camera dei rappresentanti, emergono almeno tre email compromettenti per Donald Trump. Questi messaggi, inviati dal finanziere condannato, non solo contraddicono la narrazione fornita da Trump stesso, ma rivelano anche una conversazione con Ghislaine Maxwell, sua ex fidanzata e complice, e il giornalista Michael Wolff, in merito a come gestire la propria reputazione.
Le email compromettenti
Una delle email, datata 2 aprile 2011, colloca Trump in un periodo in cui era un noto personaggio televisivo e una figura di spicco nei tabloid newyorkesi. Epstein, scrivendo a Ghislaine Maxwell, menziona una delle sue vittime e afferma: “Voglio che tu ti renda conto che il cane che non ha abbaiato è Trump…”. Proseguendo, Epstein fa riferimento a una ragazza, il cui nome è stato omesso, ma che secondo i repubblicani sarebbe Virginia Giuffre, la quale “ha passato ore a casa mia con lui, e lui non è mai stato menzionato” dalla polizia. La risposta di Maxwell è eloquente: “Ci stavo pensando anch’io…”.
Il passato di Epstein
Nel giugno 2008, Epstein era già stato condannato a 18 mesi di carcere per adescamento di prostituzione, inclusa una minorenne. Dopo aver scontato solo 13 mesi, fu rilasciato nel luglio 2009. Questo precedente penale ha riacceso l’attenzione mediatica su Epstein, specialmente in seguito alla pubblicazione di articoli del Miami Herald che mettevano in discussione il patteggiamento controverso del 2008.
Le dichiarazioni su Trump
In un’altra email del 2019, Epstein afferma che “Trump sapeva delle ragazze” coinvolte in molestie, alcune delle quali erano minorenni e reclutate tra le massaggiatrici di Mar-a-Lago. In quel periodo, Epstein si trovava nuovamente sotto i riflettori, e menzionava una delle sue vittime, negando che Trump gli avesse mai chiesto di allontanarsi dal club: “Mai stato membro, mai”.
Il dibattito del 2015
Una terza email, datata 15 dicembre 2015, coincide con la sera di un dibattito delle primarie repubblicane. In questo messaggio, Wolff avvisa Epstein che la CNN “sta pianificando di chiedere a Trump del suo rapporto con te”. Epstein risponde suggerendo di elaborare una strategia di comunicazione per Trump. Wolff consiglia di non intervenire, affermando: “Penso che dovresti lasciarlo impiccare da solo”. Secondo Wolff, se Trump negasse di essere mai stato sul volo di Epstein o a casa sua, questa situazione potrebbe offrirgli un vantaggio politico. Durante quel dibattito, Trump non ricevette domande sul tema, lasciando in sospeso il legame tra i due.
