Giornalisti italiani chiedono accesso alla stampa estera a Gaza

Egidio Luigi

Novembre 12, 2025

Un appello urgente è stato lanciato oggi, 12 febbraio 2025, da diverse organizzazioni, tra cui il Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente, la Federazione Nazionale Stampa Italiana e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede dell’Associazione Stampa Estera a Roma, i rappresentanti hanno chiesto al governo italiano e alla Commissione Europea di esercitare una pressione immediata sul governo di Israele. L’obiettivo è quello di revocare senza indugi il blocco che impedisce l’ingresso dei giornalisti internazionali nella Striscia di Gaza e le restrizioni alla stampa nei territori palestinesi occupati, in particolare in Cisgiordania e Gerusalemme Est.

Richieste concrete per la libertà di stampa

I promotori dell’iniziativa hanno sottolineato l’importanza di un’azione decisa da parte dell’Italia e dell’Europa, affermando che è necessario superare l’ambiguità attuale. Le richieste specifiche includono l’apertura immediata dei valichi di Gaza per i giornalisti internazionali, la protezione effettiva di tutti i reporter, sia palestinesi che stranieri, sul campo, e l’istituzione di una missione internazionale indipendente per monitorare la libertà di stampa nei territori occupati. Secondo i firmatari, difendere il diritto all’informazione equivale a difendere la libertà di tutti. Ogni giorno in cui rimane il silenzio rappresenta un giorno rubato alla verità, alla giustizia e alla vita.

La situazione a Gaza e l’importanza della verità

I rappresentanti del Movimento Giustizia e Pace hanno messo in evidenza che Gaza è un territorio sigillato da oltre due anni, sottratto all’attenzione del mondo. L’accesso ai media internazionali è sistematicamente negato, e le voci palestinesi vengono silenziate. L’unica narrazione che riesce a emergere è quella della potenza militare occupante. Dall’inizio dell’occupazione israeliana, circa 300 operatori dell’informazione palestinesi sono stati uccisi dalle forze di difesa israeliane. Ogni vita persa rappresenta non solo una tragedia personale, ma anche un attacco alla verità e alla libertà di stampa. La cancellazione delle redazioni e l’eliminazione dei cronisti sono ferite inflitte al diritto dell’umanità di essere informata. Gli organizzatori hanno ribadito che nessuna democrazia può tollerare un silenzio imposto con la forza. L’Europa, che ha le sue radici nel rifiuto della censura e dell’occupazione, non può rimanere a guardare.

Il messaggio di un giornalista palestinese

A supporto di questa causa, anche un giornalista palestinese, Alhassan Selmi, ha lanciato un appello attraverso un video. Selmi ha ricordato che nell’accordo per il cessate il fuoco è previsto che Israele apra le frontiere per consentire l’ingresso di aiuti umanitari e giornalisti. Ha espresso la speranza che la situazione migliori con la presenza dei giornalisti e ha sottolineato la necessità di portare attrezzature, poiché quelle attuali sono state distrutte sotto le macerie.

L’appello di oggi rappresenta un momento cruciale per la libertà di informazione e la difesa dei diritti umani nei territori palestinesi, richiamando l’attenzione su una questione che continua a rimanere sotto silenzio.

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