Londra rifiuta di versare 6,75 miliardi di euro al fondo difesa dell’Ue

Egidio Luigi

Novembre 11, 2025

Il governo britannico, guidato da Keir Starmer, ha ufficialmente rifiutato la richiesta della Commissione Europea di contribuire con un importo massimo di 6,75 miliardi di euro al fondo comune europeo per la difesa, noto come Security Action for Europe program (SAFE). La notizia è stata riportata da Bloomberg il 11 novembre 2025. Questa decisione potrebbe avere ripercussioni significative sulle relazioni tra Londra e Bruxelles, ostacolando il tentativo di stabilire un nuovo equilibrio dopo la Brexit e compromettere le iniziative congiunte per affrontare le minacce rappresentate dalla Russia.

Il contesto della richiesta europea

La Commissione Europea ha lanciato l’iniziativa SAFE come risposta alle crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza in Europa, specialmente in seguito all’aumento delle tensioni con la Russia. Il programma mira a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea in ambito difensivo, permettendo una maggiore integrazione e condivisione delle risorse. Tuttavia, il governo di Starmer ha valutato che il contributo richiesto non fosse sostenibile, considerando le attuali priorità economiche del Regno Unito.

Le conseguenze del rifiuto britannico

Il diniego di Starmer di contribuire al fondo potrebbe ritardare ulteriormente i piani di ristrutturazione delle relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea, creando frizioni in un momento in cui la cooperazione è cruciale. Le dichiarazioni di alcuni funzionari europei suggeriscono che questo passo potrebbe indebolire la capacità dell’Europa di rispondere in modo efficace alle minacce esterne, in particolare quelle provenienti dalla Russia. Un’azione congiunta tra i paesi europei è vista come essenziale per garantire una deterrenza adeguata.

Incontri mancati e opportunità perse

Recentemente, Starmer ha tentato di incontrare Ursula von der Leyen durante la CoP30 in Brasile, ma l’incontro non si è concretizzato. Questo ha impedito al primo ministro britannico di discutere direttamente una possibile revisione della cifra richiesta, lasciando aperte le possibilità di una futura cooperazione, ma al contempo evidenziando la difficoltà di trovare un terreno comune. La mancanza di dialogo tra Londra e Bruxelles potrebbe complicare ulteriormente la situazione, rendendo difficile la costruzione di un rapporto solido e collaborativo in ambito difensivo.

La decisione del governo britannico di non aderire al programma SAFE rappresenta un passo importante nelle relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea, con implicazioni potenzialmente significative per la sicurezza collettiva del continente.

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