Flash mob all’Università La Sapienza in memoria di Giulia e delle vittime di violenza

Marianna Perrone

Novembre 11, 2025

Un centinaio di studenti ha preso parte a una manifestazione sulle scale del rettorato dell’Università La Sapienza di Roma l’11 novembre 2025, alle 14:06. L’incontro ha avuto lo scopo di ricordare Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio, a due anni dalla sua tragica scomparsa, e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate alla violenza di genere.

La manifestazione e le richieste degli studenti

I partecipanti hanno espresso il loro dissenso e la loro richiesta di cambiamento attraverso cori e battiti di chiavi, creando un’atmosfera di forte protesta pacifica. Tra le voci più attive c’era quella di Ilaria Vinattieri, rappresentante dell’Unione degli Universitari (Udu) e di Sinistra Universitaria, che ha sottolineato l’importanza di introdurre un’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e nelle università. “È fondamentale aprire centri antiviolenza anche nelle periferie”, ha dichiarato Vinattieri, evidenziando la necessità di un approccio educativo che possa prevenire la violenza di genere.

Durante la manifestazione, gli studenti hanno rivolto un appello diretto alla rettrice dell’Università La Sapienza, Antonella Polimeni, chiedendo un impegno concreto per rendere l’ateneo un luogo più sicuro. Tra le proposte avanzate, vi è l’approvazione di un nuovo codice anti-molestie e l’apertura di un centro antiviolenza all’interno dell’università. Queste richieste mirano a garantire un ambiente accogliente e protetto per tutti gli studenti, con l’obiettivo di prevenire comportamenti violenti e discriminatori.

Il contesto della protesta

La manifestazione si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione contro la violenza di genere, che ha visto un aumento della consapevolezza e della sensibilità sociale negli ultimi anni. La figura di Giulia Cecchettin è diventata simbolo di una lotta che coinvolge non solo le donne, ma tutta la società, chiamata a riflettere su temi fondamentali come il rispetto, la parità e la sicurezza.

La violenza di genere continua a rappresentare una piaga sociale in Italia e nel mondo, e le istituzioni sono sempre più sollecitate a intervenire con politiche efficaci. La richiesta di educazione sessuo-affettiva nelle scuole è vista come un passo cruciale per formare una nuova generazione consapevole e rispettosa delle differenze.

La manifestazione di oggi rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi che mirano a mantenere alta l’attenzione su queste tematiche e a chiedere un cambiamento reale e duraturo nella società. La presenza di studenti e studentesse, uniti in un coro di voci, dimostra la determinazione e l’impegno delle nuove generazioni nel combattere la violenza di genere e nel promuovere un ambiente più sicuro per tutti.

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