Cop30, il rapporto dell’Onu: 250 milioni di persone già sfollate dal cambiamento climatico

Marianna Perrone

Novembre 11, 2025

Un recente rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), pubblicato in occasione dell’apertura della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici COP30, che si tiene a Belém, in Brasile, ha lanciato un allerta significativo. Negli ultimi dieci anni, oltre 250 milioni di individui a livello globale sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa di emergenze legate al clima, con una media di quasi 70.000 nuovi sfollati ogni giorno. Il documento evidenzia come eventi meteorologici estremi, come inondazioni senza precedenti e siccità prolungate, stiano aggravando crisi esistenti e mettendo a repentaglio la sicurezza globale.

Impatto delle emergenze climatiche

Il rapporto dell’UNHCR del 2025 sottolinea che le emergenze climatiche non solo causano sfollamenti, ma amplificano anche le tensioni sociali e politiche già presenti in molte regioni del mondo. Le popolazioni vulnerabili, in particolare nei paesi in via di sviluppo, sono le più colpite da queste situazioni. Le inondazioni e le siccità non rappresentano solo una minaccia per la sicurezza alimentare, ma anche per la stabilità economica e la coesione sociale. Le persone costrette a lasciare le loro case spesso si trovano in condizioni precarie, senza accesso a servizi essenziali come acqua potabile, cibo e assistenza sanitaria.

La situazione è ulteriormente complicata dalla mancanza di risposte adeguate da parte della comunità internazionale, che spesso non riesce a fornire il supporto necessario per affrontare le sfide legate agli sfollamenti climatici. Le politiche di adattamento e mitigazione sono cruciali per affrontare queste emergenze, ma attualmente non sono sufficientemente sviluppate o implementate in molte aree colpite.

Le conseguenze per la sicurezza globale

Le conseguenze delle emergenze climatiche si estendono oltre i confini nazionali, influenzando la sicurezza globale. Secondo il rapporto, l’aumento degli sfollamenti può portare a conflitti per le risorse, come acqua e terre agricole, in un contesto di crescente competizione per le risorse limitate. Gli Stati devono affrontare la sfida di gestire flussi migratori sempre più elevati, che possono generare tensioni interne e influenzare le politiche di sicurezza.

Inoltre, le crisi climatiche hanno un impatto diretto sulle capacità di risposta degli Stati e delle organizzazioni internazionali. La necessità di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici richiede un approccio coordinato e integrato, che coinvolga non solo la protezione dei rifugiati, ma anche strategie di sviluppo sostenibile e resilienza climatica.

L’UNHCR, quindi, esorta i governi e la comunità internazionale a prendere misure urgenti per affrontare questa crisi, riconoscendo il legame tra cambiamenti climatici e migrazioni forzate. La conferenza di Belém rappresenta un’opportunità cruciale per discutere strategie e soluzioni concrete per affrontare le sfide del futuro.

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