A una settimana dall’arrivo dell’uragano Melissa nei Caraibi, la situazione è critica per circa 900 mila bambini che necessitano di assistenza umanitaria in diverse nazioni, tra cui Cuba, Giamaica, Haiti e Repubblica Dominicana. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) ha reso noto che di questi minori, 679 mila richiedono interventi urgenti per far fronte alle conseguenze devastanti del disastro naturale.
Cuba e giamaica: le nazioni più colpite
Cuba si conferma il Paese con il numero più elevato di bambini colpiti, con circa 441 mila minori in difficoltà. Seguono la Giamaica, con 281 mila bambini, e la Repubblica Dominicana, dove almeno 62 mila giovani necessitano di aiuto. La situazione è particolarmente allarmante ad Haiti, dove molti bambini vivevano già in condizioni di vulnerabilità estrema. La violenza delle bande e la crisi umanitaria che perdura da anni hanno aggravato il quadro. L’uragano ha distrutto oltre 6 mila abitazioni nel Paese, e tra le 31 vittime registrate, dieci sono minori.
Giamaica: danni ingenti e comunità isolate
In Giamaica, l’uragano Melissa ha colpito con particolare intensità, causando la distruzione o il danneggiamento di numerosi ospedali. Diverse comunità rimangono isolate, con aree ancora sommerse dalle acque. La necessità di assistenza è urgente, poiché le infrastrutture sanitarie sono state compromesse, rendendo difficile l’accesso a cure mediche per i bambini e le famiglie.
Cuba: interventi dell’unicef
A Cuba, oltre 1.500 scuole e 287 strutture sanitarie hanno subito danni significativi a causa dell’uragano. L’Unicef ha avviato un’operazione di emergenza per distribuire impianti per la purificazione dell’acqua, kit igienici e materiale scolastico ai bambini coinvolti. Questi interventi sono cruciali per garantire la salute e il benessere dei minori in un contesto già difficile.
Appello ai donatori e necessità di fondi
L’agenzia delle Nazioni Unite ha lanciato un appello ai donatori per raccogliere 56 milioni di dollari necessari a fronteggiare l’emergenza umanitaria. Ad oggi, tuttavia, la somma richiesta non è stata ancora raggiunta, lasciando i bambini e le loro famiglie in una situazione di crescente vulnerabilità. L’Unicef continua a lavorare instancabilmente per garantire che i minori ricevano l’assistenza di cui hanno disperatamente bisogno in questo momento critico.
