Gaza, intensificazione degli attacchi israeliani dopo l’ordine di Netanyahu | Vance: “Il cessate il fuoco regge, la pace resisterà nonostante le tensioni”

Marianna Perrone

Ottobre 29, 2025

La situazione in Gaza si fa sempre più critica. Il 29 ottobre 2025, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato ordine all’esercito di lanciare “raid massicci” sulla Striscia, accusando il gruppo militante Hamas di aver violato gli accordi di cessate il fuoco. Questo atto di aggressione è avvenuto dopo che i militanti hanno restituito i resti di un ostaggio, il cui corpo era già stato recuperato in precedenza. Gli attacchi israeliani hanno provocato un bilancio di almeno 30 morti.

Secondo quanto riportato da alcuni media, gli Stati Uniti erano stati avvisati delle operazioni militari prima che avessero luogo. Il vicepresidente Vance ha descritto la situazione come “scaramucce”, esprimendo fiducia che “la pace resisterà”. Dall’altro lato, la reazione della Turchia è stata di condanna, definendo gli attacchi come una grave violazione del cessate il fuoco.

In un contesto di crescente tensione, il Papa ha lanciato un appello durante il Meeting di Sant’Egidio, esortando a porre fine alle guerre e sottolineando il dolore causato dai conflitti. “Il mondo ha sete di pace”, ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulla necessità di un dialogo costruttivo e di una risoluzione pacifica delle controversie.

Le conseguenze degli attacchi

L’escalation del conflitto ha portato a una nuova ondata di violenze nella regione, con conseguenze devastanti per la popolazione civile. Le operazioni militari israeliane hanno colpito diverse aree della Striscia di Gaza, provocando danni significativi alle infrastrutture e un numero crescente di vittime tra i civili. Le organizzazioni umanitarie stanno lanciando allarmi sulla situazione dei rifugiati e delle persone bisognose di assistenza, mentre i servizi di emergenza faticano a far fronte alla crisi.

La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione, temendo che la ripresa delle ostilità possa compromettere ulteriormente gli sforzi di pace già fragili. I diplomatici stanno cercando di mediare per riportare le parti al tavolo dei negoziati, ma la sfiducia tra le due fazioni rimane alta.

Reazioni globali

Le reazioni alle recenti violenze non si sono fatte attendere. Diverse nazioni, tra cui Francia, Regno Unito e Germania, hanno espresso preoccupazione per l’escalation e hanno chiesto un immediato cessate il fuoco. Le manifestazioni di solidarietà a favore della popolazione di Gaza si sono moltiplicate in tutto il mondo, con cittadini che chiedono la fine delle ostilità e un ritorno al dialogo.

In questo contesto, è fondamentale che la comunità internazionale si impegni a sostenere le iniziative di pace e a garantire la protezione dei diritti umani per tutti coloro che vivono nella regione. La speranza è che, attraverso il dialogo e la cooperazione, si possa giungere a una soluzione duratura che ponga fine a anni di conflitti e sofferenze.

×