La deputata brasiliana Carla Zambelli si trova attualmente nel carcere romano di Rebibbia, dove è detenuta dal 29 luglio 2025. La sua detenzione è legata alla richiesta di estradizione avanzata dal Brasile. In un gesto di protesta, Zambelli ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame, comunicando la decisione in una lettera indirizzata al ministro della Giustizia italiano, Carlo Nordio.
Nella lettera di protesta
Nella lettera, Zambelli ha dichiarato: “Inizio oggi uno sciopero della fame che solo lei può interrompere, negando la mia estradizione, cosa che mi permetterebbe di tornare libera, come è giusto”. Il testo della missiva è stato successivamente condiviso sui social network, dove la deputata ha espresso la sua convinzione di essere vittima di una “persecuzione politica“.
Decisione della Corte di Cassazione
La decisione di Zambelli di intraprendere lo sciopero della fame arriva dopo che la Corte di Cassazione italiana ha respinto il suo ricorso contro la conferma della detenzione cautelare da parte della Corte di Appello di Roma. Attualmente, la deputata rimane in carcere in attesa di ulteriori sviluppi riguardo alla richiesta di estradizione.
Mandato di cattura internazionale
Zambelli, colpita da un mandato di cattura internazionale, si era trasferita in Italia nel mese di giugno 2025, diventando cittadina italiana, nel tentativo di sfuggire a una condanna di 10 anni di carcere inflitta in Brasile. La condanna è stata emessa a seguito di un attacco ai sistemi informatici del Consiglio nazionale di Giustizia, un’azione per la quale l’hacker Walter Delgatti Neto, suo complice, è stato già condannato a 8 anni e 3 mesi di reclusione.
