Vivere fino a 100 anni: il sogno di una vita lunga si spegne

Marianna Perrone

Settembre 9, 2025

La prospettiva di vivere fino a 100 anni si sta allontanando sempre di più. Dopo un periodo di grande ottimismo, che nel XX secolo aveva fatto sperare in un’aspettativa di vita di un secolo, le recenti ricerche indicano che per le persone nate dopo il 1939 raggiungere questo traguardo è diventato più complicato. Questa conclusione emerge da uno studio condotto da un team di esperti, guidato dal demografo José Andrade dell’Istituto Max Planck in Germania, e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). I dati analizzati riguardano 23 Paesi industrializzati e hanno importanti ripercussioni sulla formulazione delle politiche sociali e pensionistiche.

Rallentamento dell’aspettativa di vita

I risultati della ricerca evidenziano un significativo rallentamento nella crescita dell’aspettativa di vita. Il periodo di accelerazione che ha caratterizzato i primi decenni del Novecento è ormai un ricordo. A partire dalla fine del XIX secolo e nel secolo successivo, soprattutto nei Paesi più sviluppati, i progressi in ambito igienico-sanitario, l’introduzione di nuove pratiche mediche e l’uso di antibiotici avevano portato a un incremento dell’aspettativa di vita senza precedenti. Ad esempio, una persona nata in un Paese ricco nel 1938 poteva aspettarsi di vivere fino a 80 anni, 18 anni in più rispetto a chi era nato solo quattro decenni prima. Molti si erano illusi che questa tendenza sarebbe continuata, immaginando un futuro in cui l’aspettativa di vita avrebbe raggiunto i 100 anni.

Tuttavia, l’analisi dei dati demografici ha rivelato un notevole rallentamento negli ultimi decenni. Per coloro nati tra il 1939 e il 2000, l’incremento dell’aspettativa di vita si attesta tra i 2,5 e i 3,5 mesi all’anno, a seconda dei metodi utilizzati nella ricerca. Questo rappresenta un rallentamento significativo, circa la metà rispetto alla crescita registrata all’inizio del XX secolo, portando l’aspettativa di vita attuale a circa 80 anni.

Implicazioni per le politiche sociali

Questo cambiamento mette in discussione le speranze formulate in passato. José Andrade ha dichiarato che non ci si aspetta che i nati nel 1980 raggiungano in media i 100 anni e che nessuna delle coorti analizzate nello studio potrà raggiungere questo obiettivo. Gli autori della ricerca avvertono che anche innovazioni mediche future, sebbene non prevedibili, sarebbero insufficienti per replicare i rapidi aumenti dell’aspettativa di vita osservati nel secolo scorso.

Essere consapevoli di queste dynamiche è cruciale per vari aspetti, sia a livello politico, per la pianificazione dei sistemi sanitari nazionali, sia a livello individuale, per la definizione dei contributi pensionistici. I dati attuali mostrano che molti fattori, come il mantenimento di uno stile di vita sano e la qualità dell’aria, sono noti per il loro impatto positivo sull’aspettativa di vita. Tuttavia, secondo Héctor Pifarré i Arolas dell’Università del Wisconsin-Madison, l’aumento straordinario dell’aspettativa di vita registrato nella prima metà del XX secolo appare difficile da replicare nel prossimo futuro.

La ricerca, quindi, non solo offre un quadro chiaro delle tendenze attuali, ma sottolinea anche l’importanza di adattare le politiche sociali e pensionistiche alle nuove realtà demografiche, per affrontare le sfide che si presenteranno nei prossimi decenni.

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