Nepal in tumulto: manifestazioni contro il divieto dei social, 22 vittime accertate

Marianna Perrone

Settembre 9, 2025

La situazione a Kathmandu, Nepal, è diventata critica il 15 marzo 2025, quando i manifestanti hanno dato fuoco all’edificio del Parlamento, scatenando un’ondata di violenza che ha coinvolto anche altri edifici governativi e le abitazioni di politici locali. La tensione sociale ha raggiunto un punto di non ritorno, portando alla decisione del primo ministro KP Sharma Oli di rassegnare le dimissioni. In un gesto di responsabilità, anche il ministro dell’Interno Ramesh Lekhak ha scelto di dimettersi, dichiarando di assumersi la “responsabilità morale” per le vittime degli scontri.

Reazioni del governo e misure di emergenza

Per cercare di placare l’escalation delle proteste, il ministro delle Comunicazioni, Prithvi Subba Gurung, ha annunciato la revoca del blocco sui social media, una misura che era stata imposta per limitare la diffusione di informazioni durante i disordini. Questo tentativo di allentare la tensione arriva dopo giorni di violenze che hanno scosso la capitale nepalese, creando un clima di paura e incertezza tra i cittadini. La risposta del governo è stata immediata, ma la situazione rimane instabile, con molte persone che continuano a scendere in piazza per esprimere il proprio dissenso.

Intervento internazionale e richiesta di giustizia

In seguito agli eventi tragici che hanno portato alla morte di diversi manifestanti, l’Unione Europea ha rilasciato una nota ufficiale in cui esprime “profondo rammarico” per le vittime e chiede un’indagine indipendente sulle uccisioni. Questo intervento internazionale sottolinea l’importanza di garantire giustizia e responsabilità in un momento così delicato per il Nepal. Le pressioni esterne potrebbero influenzare le decisioni future del governo e il modo in cui verranno gestite le manifestazioni, mentre la popolazione continua a chiedere un cambiamento reale e duraturo nelle politiche del paese.

La situazione in Nepal rimane tesa e incerta, con la popolazione che chiede risposte e giustizia in un contesto di crescente instabilità politica e sociale.

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