Il conflitto nel Medioriente ha raggiunto il giorno 704, segnando un periodo di intensi scontri e tensioni. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che nelle ultime 48 ore Israele ha distrutto “50 torri del terrore”, sottolineando che questa azione rappresenta solo l’inizio di una vasta manovra terrestre nella Striscia di Gaza. Rivolgendosi ai residenti dell’area, Netanyahu ha esortato: “Siete stati avvertiti, andate via da lì”.
Attacco a Gerusalemme
Nel frattempo, a Gerusalemme, un attacco è stato perpetrato all’ingresso dello svincolo di Ramot Alon, causando la morte di almeno sei persone e ferendo diverse altre. Due attentatori hanno aperto il fuoco su un autobus pieno di passeggeri prima di essere “neutralizzati” dalla polizia israeliana. L’organizzazione Hamas ha elogiato l’attacco, definendolo “un’azione eroica” e una risposta legittima ai presunti crimini dell’occupazione israeliana.
Proposta di tregua dagli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, l’amministrazione ha presentato una nuova proposta per una tregua e la liberazione degli ostaggi. Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, ha rivelato che Israele ha accettato le condizioni dell’accordo americano, prevedendo che “presto si arriverà a un accordo”. Trump ha anche avvertito Hamas, affermando: “È ora che anche loro accettino, altrimenti ci saranno gravi conseguenze. Questo è il mio ultimo avvertimento, non ce ne sarà un altro”.
Risposta di Hamas alla proposta
In risposta, il gruppo militante ha dichiarato di essere disposto a discutere le condizioni, ma ha evidenziato la necessità di chiarire “alcuni punti” prima di procedere. Secondo la proposta di tregua elaborata dagli Stati Uniti, tutti i 48 prigionieri israeliani dovrebbero essere rilasciati nel primo giorno in cambio della liberazione di migliaia di miliziani. Tuttavia, Hamas ha definito inaccettabile questo aspetto dell’accordo, complicando ulteriormente le trattative.
