La lettera di Trump a Epstein: esperti confermano che la firma è falsa

Marianna Perrone

Settembre 9, 2025

L’influenza di Jeffrey Epstein continua a gravare su Donald Trump, mentre un’inchiesta del New York Times mette in luce il presunto coinvolgimento di JP Morgan nei traffici sessuali del defunto finanziere. I membri democratici della Camera dei Rappresentanti hanno reso pubblica una lettera di compleanno, firmata dal presidente, indirizzata a Epstein.

Documenti e inchieste

Questo documento, parte di un album commemorativo per il cinquantesimo compleanno di Epstein, è stato acquisito dalla commissione di sorveglianza della Camera, che ha recentemente richiesto vari documenti ai legali che gestiscono i beni dell’ex finanziere.

Polemiche e reazioni

La lettera, già al centro di polemiche, era stata rivelata a luglio dal Wall Street Journal, suscitando una reazione furiosa da parte di Trump. Il presidente ha categoricamente negato la paternità della missiva, avviando una causa da 10 miliardi di dollari contro il quotidiano e il suo editore, Rupert Murdoch.

Accuse e smentite

La Casa Bianca, secondo quanto riportato dalla CNN, ha nuovamente smentito l’autenticità della firma presente nella lettera pubblicata dalla commissione. Il deputato democratico Robert Garcia ha accusato Trump di mentire agli americani, affermando che la lettera, di cui il presidente aveva dichiarato la non esistenza, è una prova della sua disonestà.

Dettagli della missiva

La missiva, risalente al 2023, è stata inserita in un album curato da Ghislaine Maxwell, la complice di Epstein attualmente in carcere per reati legati al traffico sessuale. Il testo, dattiloscritto, è presentato in modo provocatorio, con una figura femminile disegnata a mano e una firma di Trump che suscita polemiche. “Buon compleanno, e che ogni giorno possa essere un meraviglioso segreto”, recita il messaggio.

Pressione su Trump

La pubblicazione di questo documento esercita una crescente pressione su Trump, che aveva cercato di minimizzare il tema Epstein nelle ultime settimane. La lettera viene alla luce mentre il New York Times ha pubblicato un’inchiesta approfondita sul ruolo di JP Morgan nelle operazioni di Epstein e lo speaker della Camera, Mike Johnson, ha ritrattato affermazioni precedenti riguardanti Epstein come informatore dell’FBI.

Coinvolgimento di JP Morgan

Sebbene alcuni dettagli sul rapporto tra JP Morgan ed Epstein fossero già noti, la reale entità del coinvolgimento della banca non era stata chiarita. Secondo il New York Times, Epstein ha utilizzato la banca come un elemento chiave per le sue operazioni illecite, effettuando migliaia di transazioni e aprendo conti senza i dovuti controlli, ignorando segnali di allerta sul traffico di esseri umani.

Allarmi ignorati

Il rapporto rivela che i dipendenti di JP Morgan avevano avvisato la dirigenza riguardo all’uso improprio della banca da parte di Epstein, ma i loro allarmi sono stati ignorati. In almeno quattro occasioni, dopo aver appreso di un’inchiesta federale su Epstein, i dirigenti hanno deciso di continuare a collaborare con lui, accettando le rassicurazioni del finanziere e dei suoi legali riguardo alla sua innocenza.

Guadagni e influenze

Epstein si era rivelato anche una fonte significativa di guadagni per la divisione private banking di JP Morgan, contribuendo a identificare nuovi clienti e a orchestrare acquisizioni. Nonostante fosse in carcere in Florida per reati legati alla prostituzione minorile, continuava a influenzare le decisioni strategiche della banca, incluso il modo di affrontare le conseguenze dello schema Ponzi di Bernard Madoff. Jes Staley, un alto dirigente di JP Morgan e confidente di lungo corso del CEO Jamie Dimon, ha avuto rapporti personali con una delle assistenti di Epstein.

Rammarico della banca

Joseph Evangelisti, portavoce della banca, ha dichiarato che il rapporto con Epstein è stato un errore e ha espresso rammarico per la fiducia riposta in lui, pur sostenendo che la banca non ha facilitato i crimini di Epstein.

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