La flottiglia composta da attivisti e aiuti umanitari diretta verso Gaza ha reso noto nella notte che una delle sue imbarcazioni è stata colpita da un presunto drone mentre si trovava in acque tunisine. Testimoni oculari affermano che un incendio è stato rapidamente contenuto.
L’imbarcazione coinvolta è la ‘Family Boat’, nota anche come ‘Familia Madeira’, che rappresenta la nave principale della missione e sulla quale si trova anche l’attivista Greta Thunberg. Questa barca di 35 metri, registrata sotto bandiera portoghese, stava trasportando i membri del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla. Un video diffuso online mostra un lampo di luce e il successivo sprigionarsi di fumo a bordo. Fortunatamente, tutti gli occupanti sono rimasti illesi.
La posizione della Guardia nazionale tunisina
La Guardia nazionale della Tunisia ha dichiarato di non aver rilevato alcun drone nel corso delle indagini. Secondo le prime informazioni, si sarebbe verificato un incendio nei giubbotti di salvataggio a bordo di un’imbarcazione ancorata a 50 miglia dal porto di Sidi Bou Said, proveniente dalla Spagna. Questa dichiarazione ha sollevato interrogativi sull’accaduto e ha contribuito a creare confusione riguardo alla verità dei fatti.
Le testimonianze e il video dell’incidente
L’organizzazione Global Sumud Flotilla ha diffuso filmati delle telecamere di sicurezza a bordo della nave, che, secondo loro, dimostrerebbero l’attacco di un drone. Nei video, una persona a bordo sembra all’improvviso spaventata mentre guarda in alto, seguita da un rumore sordo e da una fiammata. La scena si trasforma rapidamente in panico, con un’altra persona che grida “incendio, incendio” e la prima che esclama “siamo stati colpiti”. Gli organizzatori della spedizione diretta a Gaza hanno rassicurato che tutti i passeggeri e l’equipaggio sono al sicuro.
La risposta della Global Sumud Flotilla
Thiago Avila, un attivista della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato: “La nostra missione umanitaria non si fermerà e non sarà influenzata da alcuna minaccia. La Tunisia è un paese sovrano e rifiutiamo qualsiasi assalto al suo territorio. I nostri occhi sono puntati a Gaza.” Queste parole sono state pronunciate davanti a una folla di sostenitori radunatisi al porto turistico di Sidi Bou Said, da dove domani partirà il convoglio navale con l’intento di rompere l’assedio a Gaza, come affermato dagli organizzatori.
