A seguito del sequestro di 45 militari avvenuto nel dipartimento del Cauca, il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha dichiarato che verranno riprese le fumigazioni aeree contro le coltivazioni di coca nelle aree dove la popolazione civile ostacola o attacca l’Esercito. Questa decisione segna un ritorno a una pratica che era stata sospesa, ma che ora viene considerata necessaria per affrontare la situazione.
Il contesto della decisione di Gustavo Petro
Il presidente Petro ha utilizzato il suo profilo su X per comunicare che “dove la cittadinanza attacca l’Esercito ci sarà fumigazione aerea“. Questa affermazione si riferisce a una strategia che il presidente considera una “tattica mafiosa” utilizzata per mettere in difficoltà le forze armate. L’episodio di sequestro di questo fine settimana si aggiunge a due eventi recenti: il rapimento di 30 militari nel dipartimento di Guaviare e il tentativo di incendio di due soldati nel dipartimento di Putumayo. Questi eventi evidenziano un clima di crescente violenza e ostilità nei confronti delle forze di sicurezza.
Il ritorno delle fumigazioni aeree
Le fumigazioni aeree, che erano state sospese a seguito di una serie di sentenze della Corte costituzionale, rappresentavano uno strumento chiave nella lotta contro la coltivazione illegale di coca. La decisione di ripristinare questa pratica arriva in un momento critico, a pochi giorni dall’annuncio da parte degli Stati Uniti riguardo al possibile ritiro della certificazione della Colombia come Paese impegnato nella lotta contro il narcotraffico. Secondo il quotidiano El Tiempo, il presidente ha chiarito che l’intento non è quello di colpire i civili, ma piuttosto di liberare le comunità dal controllo delle mafie. Inoltre, ha specificato che il ritorno all’uso del glifosato sarà soggetto a regolamentazione da parte del Consiglio colombiano degli stupefacenti.
