Michieletto presenta il Caracalla Festival: un evento di emozioni e sfide

Egidio Luigi

Agosto 8, 2025

Nella suggestiva cornice delle Terme di Caracalla e della Basilica di Massenzio, si è concluso il Caracalla Festival, un evento che ha regalato ai romani e ai turisti un’estate ricca di cultura e spettacolo. Damiano Michieletto, regista teatrale veneziano e direttore artistico dell’Opera di Roma, ha espresso la sua soddisfazione per il grande successo della manifestazione, che si è chiusa il 30 agosto 2025 con la rappresentazione dei Carmina Burana di Carl Orff. Durante l’evento, è stata dedicata una particolare attenzione a chi soffre a causa dei conflitti, con l’invocazione di pace espressa attraverso le parole “Pax optima rerum”.

Un festival di successo

L’edizione di quest’anno ha registrato numeri significativi, con un’affluenza di 122.000 spettatori e una media di riempimento dell’85% per gli eventi, che si sono svolti per la prima volta anche nella Basilica di Massenzio. Le quattro rappresentazioni di Don Giovanni di Mozart hanno fatto registrare il tutto esaurito, così come l’ultima serata di West Side Story di Bernstein e la data unica dei Carmina Burana. La prima della Traviata ha segnato un record di incassi, superando i 271.000 euro, mentre la replica del Trittico di danza con coreografie di Bausch, Béjart e Wheeldon ha visto la partecipazione di 4.037 spettatori e incassi per 205.705 euro.

Il messaggio di Damiano Michieletto

Damiano Michieletto ha condiviso con l’ANSA la sua soddisfazione per il lavoro svolto, sottolineando l’importanza della collaborazione e dell’orgoglio di ciascun membro del team. “Questa esperienza mi ha confermato che, lavorando insieme, si possono realizzare grandi cose”, ha affermato. Il regista ha evidenziato l’importanza di valorizzare le persone con cui collabora, sottolineando come il lavoro di squadra sia fondamentale per il successo di un progetto artistico. Michieletto ha anche accennato alla sua disponibilità a riprendere il lavoro in futuro, pur con la consapevolezza che l’edizione del 2026 si concentrerà principalmente al Circo Massimo, un’altra location iconica di Roma.

Il riconoscimento dell’Opera di Roma

Francesco Giambrone, sovrintendente dell’Opera di Roma, ha elogiato il lavoro di Michieletto, definendo il cartellone del festival come innovativo e capace di attrarre un pubblico variegato, in un anno di celebrazioni giubilari. Giambrone ha evidenziato l’impegno profuso nella realizzazione di cinque nuove produzioni in un periodo di tempo limitato e ha ringraziato tutti i membri della Fondazione, dagli artisti ai tecnici, per il loro contributo essenziale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di affrontare le tematiche legate alla guerra e alla pace, affermando che il teatro non può rimanere in silenzio di fronte alle atrocità del mondo.

Il richiamo alla pace

Michieletto ha ribadito la necessità di non ignorare il dolore di chi vive in condizioni di povertà e disperazione a causa dei conflitti. “Non considerare il loro dolore significa tradire la nostra dignità”, ha dichiarato, esprimendo l’importanza di difendere i diritti umani anche nei momenti più bui. La sua posizione è chiara: è fondamentale pretendere il rispetto dei diritti fondamentali di ogni individuo, affinché nessun essere umano sia lasciato senza cibo e acqua. La chiusura del festival ha dunque assunto un significato profondo, un invito alla riflessione e all’azione in favore della pace.

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