Eyal Zamir, il generale dissidente contrario al piano di occupazione di Gaza

Marianna Perrone

Agosto 8, 2025

Nato il 26 gennaio 1966 a Eliat, località situata all’estremo sud di Israele e affacciata sul Mar Rosso, Zamir ha intrapreso un percorso accademico che lo ha portato a conseguire una laurea in Scienze politiche presso l’Università di Tel Aviv. Successivamente, ha approfondito le sue competenze specializzandosi in Sicurezza nazionale all’Università di Haifa. La sua carriera militare ha avuto inizio nel 1984, dopo aver completato la formazione all’accademia militare di Tel Aviv, quando è entrato a far parte delle Forze di difesa israeliane (IDF).

La carriera nelle forze armate

Nel corso degli anni, Zamir ha ricoperto ruoli sempre più significativi all’interno delle IDF, iniziando una progressione che lo ha portato a diventare capo del Comando meridionale. Questa posizione chiave gli ha conferito una visione strategica e operativa delle dinamiche di sicurezza nella regione. Successivamente, ha assunto il ruolo di segretario militare del primo ministro, una carica che ha ulteriormente consolidato la sua influenza nel panorama politico e militare israeliano. La sua carriera ha raggiunto un nuovo apice quando, nel 2023, è stato nominato direttore del ministero della Difesa dall’allora ministro Yoav Gallant. Questo incarico è stato caratterizzato da una serie di sfide, in particolare a causa delle tensioni politiche con il Primo Ministro Netanyahu.

Le sfide politiche e le dimissioni

Zamir ha ricoperto il ruolo di direttore del ministero della Difesa fino a novembre 2024, periodo durante il quale ha affrontato numerose “turbolenze” politiche. La sua esperienza e il suo background militare lo hanno reso una figura cruciale in un momento di grande instabilità. Tuttavia, dopo l’allontanamento di Gallant, Zamir ha manifestato l’intenzione di dimettersi, segno di una crescente frustrazione nei confronti della situazione politica. Nonostante ciò, è stato persuaso a rimanere in carica da Israel Katz, il nuovo ministro della Difesa, il quale ha riconosciuto l’importanza della sua esperienza in un periodo così critico per la sicurezza nazionale israeliana. La sua decisione di continuare a servire è stata motivata dalla necessità di garantire continuità e stabilità all’interno del ministero in un contesto di crescente incertezza.

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