Myriam Sassine e Georges Schoucair, due figure di spicco del panorama cinematografico libanese, hanno recentemente ricevuto il prestigioso Raimondo Rezzonico Award durante il Locarno Film Festival, tenutosi nel mese di agosto 2025. L’assegnazione di questo riconoscimento è un tributo al lavoro svolto dalla loro casa di produzione indipendente, Abbout Productions, che ha dato vita a numerosi lungometraggi arabi e libanesi, spesso realizzati in contesti estremamente difficili.
La visione del cinema come strumento di cambiamento
Nel corso di un’intervista con l’ANSA, Sassine ha condiviso la sua visione del cinema come strumento di resistenza e cambiamento. “Viviamo in un mondo dove il più forte schiaccia il debole, senza equilibrio né giustizia. È un sistema imperialistico”, ha affermato. La lead producer ha sottolineato l’importanza di continuare a combattere per raccontare storie significative e autentiche. “Quando realizziamo un film, non facciamo semplice cronaca. Creiamo opere destinate a rimanere nel tempo, per le generazioni future”, ha aggiunto.
Film rappresentativi della carriera
Durante il festival, sono stati presentati due dei film più rappresentativi della loro carriera. Il primo è “Costa Brava, Lebanon“, diretto da Mounia Akl nel 2021. Il lungometraggio narra la storia di una famiglia che, in fuga da Beirut, cerca rifugio tra le montagne per vivere in modo più sostenibile. Tuttavia, la loro serenità viene minacciata dalla costruzione di una discarica da parte del governo, un chiaro simbolo del degrado politico e sociale del Libano.
Il secondo film presentato è “Memory Box“, realizzato nel 2021 da Joana Hadjithomas e Khalil Joreige. Questo racconto esplora la vita di una giovane ragazza che, attraverso una misteriosa scatola, scopre il passato tumultuoso di sua madre, segnato dalla guerra civile in Libano. Entrambi i film affrontano il complesso rapporto tra il popolo e il potere, offrendo uno spaccato della realtà libanese.
Il legame con il lavoro e le sfide affrontate
Georges Schoucair ha espresso il profondo legame che sente con il suo lavoro. “Fin dall’inizio, abbiamo creato film per raccontare le nostre storie e i nostri ricordi”, ha dichiarato. “Nel tempo, ci siamo resi conto che la nostra missione è diventata qualcosa di più grande. Questo ci ha dato il coraggio di affrontare le difficoltà , compresa la sfida di reperire fondi per la realizzazione di opere così significative”.
Impegno e visibilità per il Libano
Il loro impegno nel settore cinematografico continua a rappresentare una voce importante per il Libano, contribuendo a dare visibilità a storie spesso trascurate e a riflettere sulle sfide che il paese deve affrontare.
