Il 21 gennaio 2025, un attacco aereo dell’aeronautica israeliana ha colpito un condominio nel quartiere Rimal di Gaza City, portando alla morte di Abu Obeida, noto portavoce delle Brigate Qassam e figura di riferimento per i palestinesi. Considerato un simbolo di Hamas, Obeida era ammirato in tutto il Medio Oriente e la sua scomparsa rappresenta un colpo significativo per l’organizzazione.
Il contesto dell’attacco a Gaza
Il bombardamento di ieri ha avuto un impatto devastante, non solo per la perdita di una figura chiave come Abu Obeida, ma anche per le conseguenze che questo evento avrà sulla popolazione di Gaza. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato la morte del portavoce, affermando che “da morto incontrerà molti suoi complici: assassini e stupratori di Hamas“. Questo commento evidenzia la determinazione di Israele nel perseguire obiettivi militari di alto profilo e la volontà di colpire le strutture di comando dell’organizzazione terroristica.
Secondo fonti palestinesi, Obeida si trovava nell’appartamento affittato dalla sua famiglia da pochi giorni. Il missile lanciato dall’IDF ha colpito i piani superiori dell’edificio, causando un’esplosione che ha distrutto gran parte della struttura. Testimoni hanno riferito che al momento del bombardamento erano presenti la moglie e i figli di Obeida, e che l’esplosione ha disperso grandi quantità di denaro in contante. Dopo l’attacco, membri delle Brigate al-Qassam hanno isolato l’area, impedendo l’accesso a chiunque volesse recuperare i corpi.
Le reazioni alla morte di Abu Obeida
La notizia della morte di Abu Obeida ha suscitato reazioni contrastanti. Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha aperto la riunione di governo con un commento sarcastico sulla questione, osservando che nessun rappresentante di Hamas ha risposto alla sua morte. Questo silenzio potrebbe riflettere il colpo al morale delle forze militari di Hamas e alla popolazione che ancora sostiene l’organizzazione. I commentatori, sia arabi che israeliani, concordano sul fatto che l’eliminazione di Obeida avrà ripercussioni significative sul clima di insicurezza e sulle dinamiche di potere all’interno della Striscia di Gaza.
Abu Obeida, il cui vero nome era Hudayfa Samir Abdallah al-Kahlout, era noto per le sue minacce sanguinose e per le sue apparizioni pubbliche, in particolare durante le trasmissioni di Al Jazeera, dove esprimeva le posizioni di Hamas. La sua fama era tale che alcuni artisti arabi hanno composto canzoni in suo onore. La sua prima apparizione pubblica risale al 2006, quando annunciò il rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit, un evento che ha segnato un punto di svolta nelle relazioni tra Israele e Hamas.
Il futuro di Hamas dopo la perdita di un leader
Con la morte di Abu Obeida, Hamas si trova a dover affrontare una significativa riduzione della sua leadership. Attualmente, pochi leader di alto profilo sono rimasti in vita nella Striscia di Gaza. Tra questi, Ez al-Din Haddad, comandante delle brigate Gaza, ha adottato misure drastiche per sottrarsi ai bombardamenti israeliani, cambiando il suo aspetto fisico. La scomparsa di Obeida potrebbe influenzare le operazioni future di Hamas e la sua capacità di mantenere il controllo sulla popolazione di Gaza, che continua a vivere in un clima di conflitto e instabilità.