Ucraina: Trump si impegna per un incontro tra Putin e Zelensky, mentre gli Usa considerano peacekeeper cinesi per il dopoguerra

Egidio Luigi

Agosto 30, 2025

Sabato 30 agosto 2025, la situazione in Ucraina continua a essere al centro dell’attenzione internazionale. Mentre i leader degli Stati membri dell’Unione Europea propongono l’implementazione di una zona cuscinetto di 40 chilometri come parte di un possibile accordo di pace, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha categoricamente respinto tale proposta. Durante un intervento all’Onu, Zelensky ha dichiarato che “la tregua è un requisito essenziale per l’avvio dei negoziati”. Le tensioni rimangono alte, mentre la comunità internazionale continua a monitorare gli sviluppi con grande interesse.

Proposte di pace e rifiuti

La proposta della zona cuscinetto è emersa in un contesto di crescente pressione per trovare una soluzione pacifica al conflitto. I leader europei, nel tentativo di mediare tra le parti in conflitto, hanno suggerito una no-combat zone per ridurre le ostilità tra le forze russe e ucraine. Tuttavia, Zelensky ha sottolineato che tale proposta non tiene conto della realtà della guerra tecnologica attuale, definendola “irrealtà”. La premier ucraina, Yulia Svyrydenko, ha ribadito che il cessate il fuoco è fondamentale per avviare futuri negoziati di successo. Le autorità ucraine hanno fissato un termine fino a lunedì 1° settembre per vedere se la Russia dimostrerà una reale volontà di negoziare.

Il ruolo degli Stati Uniti e le dichiarazioni di Trump

Nel frattempo, l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump sta lavorando per facilitare un incontro tra Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. Fonti vicine al governo statunitense hanno confermato che gli Stati Uniti continuano a collaborare con funzionari russi e ucraini per organizzare un incontro bilaterale che possa porre fine alle ostilità. Trump ha anche espresso supporto per l’idea di inviare peacekeeper cinesi in Ucraina nel periodo post-bellico, un’idea che ha sollevato preoccupazioni tra i leader europei e che è stata respinta da Zelensky, a causa del sostegno della Cina all’invasione russa.

La risposta di Kiev agli attacchi russi

La situazione sul campo rimane critica, con notizie di raid aerei su larga scala da parte delle forze russe. Questi attacchi hanno portato a morti e distruzione, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria nel paese. Zelensky ha denunciato tali azioni come una violazione dei diritti umani e ha chiesto un maggiore supporto internazionale per difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina. L’attenzione della comunità internazionale è rivolta anche ai rapporti di Kiev con i suoi alleati, mentre si cerca di costruire un fronte unito contro l’aggressione russa.

La giornata di oggi segna un altro capitolo nel conflitto ucraino, con la speranza che le trattative possano portare a una soluzione duratura e alla pace nella regione.

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