Tajani: la maggioranza dei paesi Ue si oppone alla confisca dei beni russi

Marianna Perrone

Agosto 30, 2025

Durante un incontro informale a Copenaghen il 30 agosto 2025, il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso preoccupazioni riguardo alla gestione dei beni sequestrati russi. Tajani ha sottolineato che la maggior parte dei Paesi partecipanti non è favorevole all’uso di tali beni, citando l’assenza di una solida base giuridica, come confermato dalla Banca Centrale Europea.

Copenaghen, 30 agosto 2025, 16:36

Dibattito internazionale sui beni sequestrati

Nel contesto di un dibattito internazionale, Tajani ha affermato che, sebbene l’idea di utilizzare i beni sequestrati possa sembrare politicamente vantaggiosa, presenta rischi significativi. “È una scelta che politicamente ha senso ma rischia di diventare per noi un boomerang“, ha dichiarato il Ministro. La mancanza di legittimità giuridica potrebbe, secondo Tajani, trasformarsi in un vantaggio per il presidente russo Vladimir Putin, offrendo un argomento a favore della sua posizione.

Questioni legali e diplomatiche

La questione dei beni sequestrati russi è diventata un tema centrale nei colloqui internazionali, con molti Paesi che si oppongono a un’azione unilaterale che potrebbe violare il diritto internazionale. Tajani ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un approccio unito e legittimo per gestire questa situazione, evitando decisioni che potrebbero compromettere la posizione dell’Occidente nei confronti della Russia.

Divisioni tra Stati membri

Il dibattito a Copenaghen ha messo in evidenza le divisioni tra i vari Stati membri riguardo a come affrontare la questione dei beni russi. Alcuni Paesi, infatti, vedono l’utilizzo di tali beni come un modo per esercitare pressione su Mosca, mentre altri avvertono che una simile mossa potrebbe portare a conseguenze legali e diplomatiche indesiderate.

Posizione di Tajani e leader europei

In questo contesto, la posizione di Tajani si allinea con quella di molti leader europei, i quali hanno espresso la necessità di agire con cautela e di rispettare il diritto internazionale. La discussione prosegue, con i rappresentanti dei vari Paesi che cercano di trovare un terreno comune su come affrontare le sfide poste dalla Russia e dalle sue azioni in Ucraina e oltre.

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