Antonio Tajani, il ministro degli Esteri italiano, ha espresso la sua posizione sulle sanzioni contro la Russia durante un incontro a Copenaghen il 15 gennaio 2025. Tajani ha sottolineato la necessità di imporre sanzioni finanziarie che possano limitare la capacità di Vladimir Putin di mantenere stipendi elevati per le forze armate, che attualmente superano di tre volte quelli di un lavoratore medio. Tuttavia, ha evidenziato che non esiste una base giuridica sufficiente per applicare sanzioni ai beni privati dei cittadini russi.
La questione dei beni congelati
La questione dei beni congelati della Banca Centrale russa è stata affrontata con cautela. Tajani ha dichiarato che, nel caso in cui Mosca non adempisse agli obblighi di pagamento delle riparazioni, la confiscazione di tali asset non sarebbe un’operazione semplice. “A livello giuridico non è facile, dobbiamo essere seri e rispettare le regole”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di operare nel rispetto del diritto internazionale.
Possibilità di estendere le sanzioni
In un’altra parte del suo intervento, Tajani ha risposto a una domanda riguardante la possibilità di estendere le sanzioni a Israele. Ha proposto di iniziare con misure dirette contro i coloni violenti, affermando che “più coloni e più sanzioni” rappresentano un approccio iniziale. Se queste misure non dovessero portare ai risultati sperati, ha suggerito che potrebbero essere esplorate ulteriori strategie. “Le sanzioni ai coloni sono già un messaggio forte che va nella direzione della difesa delle fondamenta dello Stato palestinese“, ha concluso Tajani, sottolineando l’importanza della stabilità nella regione.