Pemex giustifica le misure adottate per contrastare la corruzione interna

Egidio Luigi

Agosto 30, 2025

Il governo del Messico ha confermato che la compagnia petrolifera statale, Pemex, ha avviato indagini interne già nel 2020 riguardo a una rete di corruzione segnalata dagli Stati Uniti. Questa rete avrebbe garantito contratti di valore multimilionario in cambio di tangenti all’interno dell’azienda.

Dettagli sull’inchiesta

Oggi, Raquel Buenrostro, ministra anticorruzione del Messico, ha fornito ulteriori dettagli, specificando che i tre funzionari coinvolti nell’inchiesta statunitense non sono più impiegati presso Pemex. Inoltre, ha annunciato che cinque audit sospetti saranno riaperti per approfondire la questione.

Imprenditori e politici coinvolti

L’inchiesta avviata dagli Stati Uniti, che ha avuto risonanza questo mese, coinvolge l’imprenditore Alejandro Rovirosa Martínez e il politico Mario Alberto Ávila Lizárraga. Entrambi sono messicani, ma risiedono in Texas. Sono accusati di aver corrisposto oltre 150mila dollari in tangenti tra il 2019 e il 2021. Attualmente, Rovirosa è stato arrestato, mentre Ávila risulta ancora latitante.

Governance e trasparenza

Tra i dirigenti menzionati dalle autorità statunitensi figura anche Erick Núñez Albarrán, il quale ha mantenuto la sua posizione in Pemex fino al dicembre 2024. La situazione solleva interrogativi sulla governance e sulla trasparenza all’interno della compagnia, evidenziando la necessità di una vigilanza continua contro la corruzione nel settore pubblico.

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