La serata di ieri ha visto la celebrazione di un evento significativo a Viterbo, dove la tradizione della festa di Santa Rosa ha preso vita con la sfilata della minimacchina. L’evento, che ha avuto luogo il 30 agosto 2025, ha visto protagonisti i giovani facchini del quartiere Viterbese Pilastro, che con grande entusiasmo hanno portato sulle spalle la loro macchina, simbolo di devozione e tradizione.
Il coinvolgimento dei giovani facchini
I giovani facchini, noti come “minifacchini“, hanno preso parte a questa celebrazione con grande spirito di partecipazione e dedizione. Prima dell’inizio del trasporto, il presidente dell’associazione dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, insieme al capofacchino Luigi Aspromonte, ha rivolto un saluto ai ragazzi, incoraggiandoli a perseverare nel loro impegno. Aspromonte ha sottolineato l’importanza della volontà e della costanza, affermando: “La forza fisica si può aumentare con l’esercizio, ma la volontà no; quindi, dovete averla fin da ora per essere veri facchini di Santa Rosa“. Queste parole hanno risuonato tra i presenti, sottolineando l’importanza della tradizione e del passaggio di testimone tra generazioni.
Il messaggio della sindaca Frontini
Durante la manifestazione, la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, ha voluto esprimere il suo sostegno ai giovani facchini, definendoli affettuosamente “i miei facchini“. Ha esortato i ragazzi a essere orgogliosi del loro impegno, dicendo: “Siamo orgoglio di voi. Stasera porterete sulle spalle la protettrice di Viterbo, siate forti nel farlo e orgogliosi della vostra fatica”. Le parole della sindaca hanno contribuito a creare un’atmosfera di unione e orgoglio tra i partecipanti, evidenziando il legame tra la comunità e la tradizione.
La benedizione e il percorso di fede
Come da tradizione, prima del trasporto, il vescovo Orazio Francesco Piazza ha impartito la benedizione ai facchini, un momento solenne che ha preceduto la sfilata. Al comando del capofacchino Angelo Loddo, la minimacchina ha iniziato il suo cammino, sostenuta dalle giovani spalle dei facchini. Il percorso, illuminato solo da migliaia di occhi che seguivano il cammino della macchina, ha rappresentato un momento di fede e comunità, con i partecipanti che hanno vissuto intensamente ogni istante della tradizione. La sfilata ha dimostrato come l’amore per le proprie radici e la dedizione alla tradizione possano unire una comunità intera, rendendo Viterbo un luogo unico in cui la storia e la fede si intrecciano in un abbraccio di luce e devozione.