Poitras: il fallimento della stampa mainstream nella copertura di Gaza

Marianna Perrone

Agosto 29, 2025

Tre anni fa, la documentarista vincitrice di un premio Oscar, Laura Poitras, conquistava il Leone d’oro per il miglior film alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo lavoro “Tutta la bellezza e il dolore – All the Beauty and the Bloodshed“. Il film era dedicato alla celebre fotografa Nan Goldin e alla sua lotta contro la famiglia Sackler, proprietaria della Purdue Pharma, accusata di avere un ruolo cruciale nell’epidemia di oppioidi che ha colpito gli Stati Uniti. Nel 2025, Poitras torna al Lido, questa volta con un’opera fuori concorso intitolata “Cover-up“, realizzata insieme a Mark Oberhaus. Questo documentario si concentra sulla figura di Seymour M. Hersh, uno dei più influenti giornalisti d’inchiesta americani, presente alla Mostra insieme ai creatori del film.

Il contesto di “cover-up”

Laura Poitras ha rivelato che l’idea di realizzare un film su Hersh è emersa nel 2005, in un periodo segnato dalla guerra in Iraq e dalla crisi del giornalismo tradizionale nel riportare eventi cruciali. “Il lavoro di Sy era una delle rare eccezioni che contrastava la narrazione dominante riguardo a quella guerra”, ha dichiarato Poitras. La cineasta sottolinea l’importanza del giornalismo investigativo e il suo impatto sulla società, evidenziando le conseguenze del suo fallimento. “Oggi, mentre assistiamo alla crisi di Gaza e all’incapacità della stampa di raccontarla in modo esaustivo, il film risulta estremamente attuale”, ha aggiunto, esprimendo il suo onore per la disponibilità di Hersh a partecipare al progetto.

La carriera di seymour m. hersh

Seymour M. Hersh, nato nel 1937, ha avuto una carriera prestigiosa come reporter per testate di rilevanza internazionale come Associated Press, New Yorker e New York Times. Il suo lavoro lo ha portato a ricevere numerosi riconoscimenti, incluso il Pulitzer, per le sue inchieste che hanno messo in luce crimini, segreti e coperture legate agli apparati militari e ai servizi di intelligence, spaziando dalla guerra del Vietnam ai fatti di Abu Ghraib. Quando gli viene chiesto come sia riuscito a trovare fonti affidabili per le sue inchieste, Hersh spiega che esistono persone all’interno del governo, dei servizi segreti e delle forze armate che, dopo aver preso parte a operazioni oscure, decidono di rivelare la verità. “Ci sono ancora persone con integrità in America“, afferma, sebbene riconosca che la stampa si trova ad affrontare una crisi profonda.

Le sfide del giornalismo contemporaneo

Hersh evidenzia che l’attuale contesto politico negli Stati Uniti presenta sfide significative per il giornalismo. “L’attuale presidente sembra avere l’intenzione di rimanere al potere a lungo”, afferma, suggerendo che ciò influisce sulla libertà di stampa e sull’integrità delle informazioni diffuse. La sua esperienza e il suo approccio alla ricerca della verità rappresentano un esempio per le nuove generazioni di giornalisti, che si trovano a dover affrontare un panorama mediatico complesso e in continua evoluzione. La realizzazione di “Cover-up” non solo celebra il contributo di Hersh al giornalismo d’inchiesta, ma pone anche interrogativi sul futuro della professione e sull’importanza di mantenere viva la ricerca della verità in un’epoca di disinformazione.

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