Kallas propone di utilizzare il Fondo della Pace Ue per l’acquisto di armi statunitensi

Egidio Luigi

Agosto 29, 2025

Budapest rimane ferma nella sua decisione di bloccare i fondi europei destinati alla difesa. L’alto rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha sottolineato l’importanza di sbloccare questa situazione, dichiarando che il Fondo Europeo per la Pace potrebbe fornire finanziamenti cruciali per l’iniziativa della NATO, nota come Purl, che prevede l’acquisto prioritario di armi prodotte negli Stati Uniti per l’Ucraina.

Opzioni per rimuovere il veto

COPENAGHEN, 29 agosto 2025, 16:42 – Secondo Kallas, l’Unione Europea ha presentato varie opzioni all’Ungheria per rimuovere il veto attualmente in vigore. Tra queste, sono stati proposti opt-out in stile NATO, che potrebbero consentire a Budapest di ritirare il blocco senza compromettere le proprie posizioni politiche. I fondi in questione ammontano a un totale di 6,6 miliardi di euro, una somma che, secondo Kallas, potrebbe avere un impatto significativo sulla sicurezza europea.

Preoccupazioni tra gli Stati membri

La questione del blocco dei fondi è diventata un tema centrale nei dibattiti riguardanti la cooperazione militare all’interno dell’Unione. La posizione dell’Ungheria ha destato preoccupazioni tra gli altri Stati membri, che vedono nella disponibilità di questi finanziamenti un elemento chiave per rafforzare la difesa collettiva e supportare l’Ucraina nel contesto del conflitto in corso.

Urgenza di una soluzione

Kaja Kallas ha ribadito l’urgenza di trovare una soluzione, affermando che “questi finanziamenti potrebbero fare la differenza” nella capacità dell’Unione Europea di rispondere a minacce esterne e di sostenere alleati strategici come l’Ucraina. Il dibattito su come procedere con l’Ungheria continua, con la speranza che si possa raggiungere un accordo che permetta di sbloccare i fondi e garantire una risposta più efficace alle sfide di sicurezza attuali.

Affrontare le difficoltà interne

L’Unione Europea, in questo contesto, deve affrontare non solo le difficoltà interne, ma anche le crescenti tensioni geopolitiche che richiedono una risposta unitaria e decisa. La situazione attuale evidenzia la complessità delle dynamics politiche all’interno dell’Unione e la necessità di un dialogo costruttivo per superare gli ostacoli alla cooperazione militare e alla sicurezza collettiva.

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